Natale e presepi viventi sulla Costa Viola: il calendario di dicembre e gennaio

Tra il 19 dicembre e il 6 gennaio la Costa Viola e i paesi poco più a monte, verso la Piana di Gioia Tauro e l’Aspromonte, entrano in un calendario fitto di presepi viventi: non un evento isolato ma una sequenza di serate fisse, ciascuna con il suo borgo, la sua parrocchia e i suoi figuranti. Chi si ferma in zona per qualche giorno può realisticamente vederne due o tre, incastrando gli orari di partenza da un paese all’altro invece di sceglierne uno soltanto.

Questa pagina segue il calendario giorno per giorno, dalle prime serate di dicembre fino all’Epifania, e racconta anche cosa resta del Natale calabrese fuori dai presepi in costume: le collezioni di presepi d’autore custodite nei musei di Reggio Calabria e Taurianova, e la ciaramedda, la zampogna dei pastori aspromontani che un tempo scendeva fino in città per la Novena. Le date riportate sono quelle delle edizioni più recenti documentate: verificale sui canali del singolo comune o della singola associazione prima di partire, perché possono cambiare da un anno all’altro.

Un Natale che si vive sera dopo sera

Non esiste un solo «presepe vivente della Costa Viola»: esiste una serie di serate, ciascuna organizzata da una parrocchia, un’associazione di volontari o un comune diverso, che si susseguono fra la metà di dicembre e l’Epifania. Alcune tornano da anni, altre sono più recenti, ma tutte condividono lo stesso impianto: vicoli o piazze allestiti con botteghe di mestieri antichi, animali veri, decine di figuranti e un percorso che porta fino alla Natività.

Il modo più pratico per organizzarsi è pensare per date, non per comune: le serate non ricorrono ogni fine settimana in ogni paese, ma si concentrano su poche sere precise, spesso a pochi chilometri l’una dall’altra. Nei paragrafi che seguono trovi il calendario in ordine cronologico, dal 19 dicembre al 6 gennaio, con il luogo esatto, chi organizza e cosa aspettarsi da ciascun presepe.

Il 19 e il 21 dicembre: Polistena e Borgo Nocille a Pellaro

Il calendario si apre il 19 dicembre a Polistena, in Piana di Gioia Tauro, dove il Comune inserisce ogni anno nel programma degli eventi un Presepe Vivente curato dall’Istituto Comprensivo «Jerace-Brogna» presso la Scuola dell’Infanzia di via Pietro Nenni, a ingresso libero: è la serata più «di quartiere» del calendario, pensata dai bambini per i bambini.

Due sere dopo, il 21 dicembre, il presepe vivente di Borgo Nocille anima il quartiere di Pellaro, a Reggio Calabria: l’edizione 2025 è la terza, organizzata dall’associazione culturale Borgo Nocille presieduta da Demetrio Laganà insieme alla scuola dell’infanzia «Cipriani Daniela». L’allestimento è rurale, con animali veri, mestieri antichi e cibi d’epoca, il tutto accompagnato dal suono delle zampogne e dai canti natalizi: un buon assaggio, prima ancora di arrivare in Aspromonte, di cosa significhi qui la parola ciaramedda. A Reggio, negli anni scorsi, un presepe simile ha animato anche il quartiere di Arangea, nell’antico baglio Attanasio.

Dal 26 al 29 dicembre: Messignadi, Barritteri e Rizziconi

Tra il 26 e il 28 dicembre il centro dell’attenzione si sposta su Messignadi, frazione di Oppido Mamertina, dove il nucleo storico del Borgo Timpa si trasforma in una piccola Betlemme con vicoli illuminati e botteghe antiche ricostruite. L’edizione 2025-26 è la terza dalla prima, del dicembre 2023: gli appuntamenti sono il 27 e il 28 dicembre e un ultimo il 4 gennaio, promossi dalla Parrocchia «S. Nicola di Mira» e dal Comune insieme all’associazione «Messignadi nel Cuore». Lungo il percorso, oltre alla Natività, si assaggiano ricotta fresca, pane fatto in casa, olio extravergine, zeppole e le frittole, il piatto invernale che qui è quasi un’istituzione.

A Barritteri, frazione di Seminara a un paio di chilometri dal capoluogo, il presepe vivente arriva nel 2025-26 alla settima edizione: prima serata il 27 dicembre, chiusura il 6 gennaio, partenza alle 17:30 lungo le vie del borgo antico. Lo organizzano la Parrocchia Maria SS. Addolorata e il Comitato Feste con il patrocinio del Comune di Seminara, e l’ultima edizione ha richiamato circa 2.500 visitatori la sera d’apertura e 1.500 quella di chiusura, fra rievocazioni di mestieri antichi e degustazioni di prodotti tipici. Il 29 dicembre, infine, la Piana ospita un presepe vivente anche a Cannavà di Rizziconi, organizzato dalla Parrocchia Santa Teresa di Gesù Bambino con la scena dell’Annunciazione e i mestieri artigiani della zona; a Rizziconi risulta documentato, non necessariamente lo stesso evento, anche un presepe nel centro storico curato dall’associazione E.Sa.T., con partenza da via Rattazzi e arrivo alla Chiesa Matrice per la benedizione del Bambinello.

L’Epifania: Cannitello e Porelli chiudono la stagione

A Villa San Giovanni, nella frazione di Cannitello, il presepe vivente si tiene letteralmente in riva allo Stretto di Messina, in via Torrente Zagarella: lo organizza l’associazione di volontariato «Luce sullo Stretto», che destina il ricavato a iniziative benefiche sul territorio. Nelle ultime edizioni documentate gli appuntamenti sono stati tre, il 26 dicembre, il 1° e il 6 gennaio, dalle 17:00 alle 20:00: oltre cento figuranti animano un percorso di circa 3.125 metri quadrati con il fornaio, il cestaio, la saponaia, la filatrice, il bottaio, il fabbro e il falegname, e propongono degustazioni ispirate ai cibi della Palestina di duemila anni fa. Le date si confermano di anno in anno: prima di partire conviene controllare quelle dell’edizione in corso.

A Porelli, frazione di Bagnara Calabra, il presepe vivente è invece l’ultimo di una serie di iniziative annuali dell’associazione «Vivi il Borgo» — che nello stesso periodo organizza anche «Borgo in Fiore», «Porte d’Artista», l’accensione dell’albero e un concerto natalizio. Nell’edizione più recente si è tenuto il 5 gennaio, con partenza alle 16:30 da Piazza Cappuccini: vi hanno preso parte un centinaio fra figuranti, comparse, tecnici e volontari, con il sostegno della Parrocchia Santa Maria degli Angeli, guidata da padre Giuseppe Calogero, della Confraternita dell’Immacolata e dell’associazione Caravilla, e il patrocinio del Comune di Bagnara Calabra.

Il presepe che resta: la collezione Sapone, Taurianova e la ciaramedda

Oltre alle serate in costume, il territorio conserva collezioni di presepi che restano visitabili più a lungo. Al Museo Diocesano di Reggio Calabria, in via Tommaso Campanella, la Mostra di Presepi espone stagionalmente la collezione di Ninì Sapone (1942-2008), presepista di Bianco insignito nel 2003 del titolo di Cavaliere della Repubblica: statuine in ceramica dei fratelli Allegra di Reggio, terracotte di Giuseppe Pesa di Seminara, e pezzi da Caltagirone, da Castellammare di Stabia, dalla scuola leccese e siciliana della cartapesta, dalla Val Gardena e dalla Liguria, oltre a una sezione dedicata ai presepi dal mondo. A Taurianova, invece, la Mostra dei Presepi Napoletani arriva nel 2025-26 alla decima edizione, curata dall’associazione «Amici del Palco» e dall’architetto Giacomo Carioti: per il restauro della Chiesa del Rosario, la sede 2025-26 è al piano terra dell’ex Pretura di via XXIV Maggio, riaperta per l’occasione grazie a un accordo fra Comune e Agenzia del Demanio, dal 21 dicembre al 7 gennaio.

Il suono che accompagna molte di queste serate, dai presepi di Pellaro a quelli dell’alto Aspromonte, è quello della ciaramedda, la zampogna a paru dei pastori: due canne melodiche uguali e tre bordoni, otre di pelle di capra o pecora, canne di erica e ance fissate con cera d’api, costruita in centri come Brancaleone e Bagaladi. Nel reggino accompagnava la Novena del Bambino, dal 16 al 24 dicembre, quando gli zampognari — pastori e contadini che in questo modo integravano il reddito — suonavano davanti alle edicole votive o su chiamata delle famiglie: testimonianze del primo Novecento raccontano di gruppi scesi dai villaggi dell’Aspromonte fino a Reggio Calabria proprio per la Novena, un rito che ha attraversato il secolo fino ad arrivare, in forma rinnovata, ai presepi viventi di oggi.

Dolci di Natale e la costa d’inverno

Le frittole di Messignadi, le zeppole di Rizziconi e la ricotta di Barritteri raccontano solo una parte della tavola natalizia del territorio, quella legata alle singole sagre. Nella tradizione dolciaria reggina più ampia tornano invece i petrali, ravioli di pasta frolla ripieni di fichi secchi, uva sultanina, mandorle, noci, buccia d’agrumi e cannella, lasciati macerare un paio di giorni in caffè e vino cotto; le nacatole, il cui nome viene da «naca», la culla, in richiamo alla nascita di Gesù; e i turdilli, dolcetti fritti ricoperti di miele. Sono gli stessi dolci che si trovano nei banchetti di paese durante i presepi viventi, e che questo portale racconta più a fondo nella pagina su cosa mangiare sulla Costa Viola.

Più a valle, la Piana di Gioia Tauro-Rosarno vive a dicembre la sua stagione agrumicola: gli inverni miti e i suoli sciolti la rendono una delle aree calabresi più vocate, con clementine e mandarini senza semi che pesano per circa metà della produzione, accanto alle arance Navel e a diecimila quintali di limoni, un paesaggio che raccontiamo più nel dettaglio nella pagina sui prodotti tipici dell’Aspromonte. Chi vuole salire in quota nello stesso giorno può raggiungere Gambarie, fra i 1.350 e i 1.700 metri: negli inverni recenti gli impianti di risalita sono rimasti spesso fermi anche con la neve, ma restano possibili una passeggiata, la slitta e una sosta al bar prima di tornare sulla costa.

Cosa vedere nei dintorni

Per una giornata di pioggia, o semplicemente per completare la sosta a Reggio Calabria fra un presepe e l’altro, i Bronzi di Riace restano la tappa museale più immediata della zona, a pochi minuti da Pellaro e da Arangea. Chi ha più tempo può spingersi nell’entroterra grecanico, verso Bova, borgo che d’inverno si vede senza il traffico estivo e con la luce bassa che valorizza la pietra: la stessa Area Grecanica racconta un altro lato della provincia, più silenzioso di quello dei presepi in costume.

Dopo una serata di presepe, i paesi della Piana e dell’Aspromonte offrono anche una cena vera: trovi una selezione di indirizzi nella pagina sui migliori ristoranti della Piana di Gioia Tauro e in quella sui migliori ristoranti dell’Aspromonte, utile per chi incastra più serate in pochi giorni e vuole mangiare bene fra una tappa e l’altra.

Dove dormire: case vacanza sulla Costa Viola per Natale e Capodanno

Passare le feste sulla Costa Viola significa avere il mare a portata di finestra e i presepi viventi della zona a meno di un’ora d’auto, fra Scilla, Bagnara, la Piana di Gioia Tauro e l’Aspromonte. Le nostre case vacanza vanno dai bilocali per coppie agli appartamenti più grandi per famiglie e gruppi che vogliono passare insieme il Natale o il Capodanno, molte con vista mare e a due passi dai centri storici. Controlla le disponibilità per le date che ti interessano e inviaci una richiesta diretta: ti aiutiamo a trovare la sistemazione giusta per queste settimane di dicembre e gennaio.

Domande frequenti su Natale e presepi viventi sulla Costa Viola

Quando si tengono i presepi viventi sulla Costa Viola e dintorni? Si concentrano fra il 19 dicembre e il 6 gennaio, su poche serate fisse: il 19 e il 21 dicembre a Polistena e a Pellaro, fra il 26 e il 29 dicembre a Messignadi, Barritteri e Rizziconi, e fra il 1° e il 6 gennaio a Cannitello (che nelle ultime edizioni ha aperto già il 26 dicembre) e a Porelli. Le date riportate sono quelle delle edizioni più recenti: verificale sui canali del singolo comune o della singola associazione prima di partire.

Quanti presepi viventi si possono vedere in un solo soggiorno? Chi si ferma per un lungo fine settimana o per le vacanze di Natale può realisticamente incastrarne due o tre, perché diversi appuntamenti cadono a pochi giorni di distanza e a pochi chilometri l’uno dall’altro, per esempio Messignadi e Barritteri fra il 26 e il 28 dicembre.

I presepi viventi sono a pagamento? Nei casi documentati su questa pagina l’ingresso è libero o gratuito, trattandosi di iniziative parrocchiali, comunali o di associazioni di volontari; eventuali variazioni vanno verificate di anno in anno con l’organizzazione locale.

Dove si può vedere una mostra di presepi, non solo un presepe vivente? Al Museo Diocesano di Reggio Calabria, con la collezione Ninì Sapone visitabile fra Natale ed Epifania, e a Taurianova, dove la Mostra dei Presepi Napoletani resta allestita per circa due settimane fra dicembre e gennaio.

Cosa si intende per ciaramedda? È la zampogna a paru dei pastori aspromontani, con due canne melodiche uguali e tre bordoni: nel Natale reggino accompagnava tradizionalmente la Novena del Bambino, dal 16 al 24 dicembre, e ancora oggi torna a farsi sentire nei presepi viventi e nelle vie dei paesi durante le feste.

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