Reggio Calabria: i Bronzi di Riace, il Lungomare Falcomatà e lo Stretto
Affacciata sullo Stretto, con la Sicilia a pochi chilometri e la sagoma dell’Etna sullo sfondo, Reggio Calabria è il capoluogo della punta estrema della penisola e la porta meridionale della Costa Viola. Fondata dai Greci come Rhegion, fu tra i centri principali della Magna Grecia, e oggi custodisce nel suo Museo Archeologico Nazionale i Bronzi di Riace, due capolavori della scultura greca del V secolo a.C.
Il cuore della città è il Lungomare Falcomatà, una passeggiata di palme, ficus secolari e ville liberty con le panchine rivolte verso il mare. Intorno restano il Castello Aragonese con le sue torri, il Duomo ricostruito dopo il terremoto del 1908, le mura greche e le terme romane affacciate sull’acqua.
E poi c’è il bergamotto, l’agrume che cresce quasi solo qui e che da questa costa rifornisce quasi tutto il mercato mondiale dell’olio essenziale.
Il Lungomare Falcomatà e l’Arena dello Stretto
Il Lungomare Falcomatà è la passeggiata che definisce Reggio: circa un chilometro e mezzo di ficus enormi, palme e magnolie, con le panchine tutte girate verso l’acqua. Gabriele D’Annunzio lo chiamò “il più bel chilometro d’Italia” e la definizione è rimasta, perché il colpo d’occhio è davvero quello: dall’altra parte dello Stretto la costa siciliana sembra a un passo, di Messina si distinguono le case, e nelle giornate limpide l’Etna chiude l’orizzonte verso sud, spesso innevato fino a primavera inoltrata.
A metà percorso si apre l’Arena dello Stretto, un anfiteatro all’aperto affacciato sul mare, costruito negli anni Novanta dove fino al terremoto del 1908 c’era il molo di Porto Salvo. Al centro si alza la statua bronzea di Athena Promachos, fusa nel 1932 dallo scultore messinese Antonio Bonfiglio.
I Bronzi di Riace e il Museo Archeologico Nazionale
I Bronzi di Riace sono due statue di guerrieri a grandezza naturale, alte poco meno di due metri, fuse in Grecia nel V secolo a.C. e riportate a galla il 16 agosto 1972 dai fondali davanti a Riace Marina, sulla costa ionica reggina.
Si vedono al Museo Archeologico Nazionale, in piazza De Nava 26, a pochi minuti a piedi dal lungomare, in una sala progettata apposta per conservarli. Il museo apre dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 20, con ultimo ingresso alle 19.30, e resta chiuso il lunedì.
La visita però non si esaurisce con i Bronzi: cinque livelli raccontano la Magna Grecia con i materiali di Locri Epizefiri, Medma, Kaulonia e della stessa Rhegion, dai corredi funerari alle tavolette bronzee di Locri, fino alla Testa del Filosofo ritrovata a Porticello. Per vedere tutto senza fretta servono almeno un paio d’ore.
Il Castello Aragonese, il Duomo e le vestigia greche
Reggio fu rasa al suolo dal terremoto del 28 dicembre 1908 e ricostruita quasi per intero: per questo il centro ha strade dritte e palazzi bassi dei primi del Novecento, e l’antico sopravvive a frammenti.
Il Castello Aragonese è il monumento più visibile. Nato come fortezza in età bizantina e rimaneggiato da Normanni, Svevi e Angioini, deve il suo profilo attuale alle due torri circolari merlate aggiunte nel 1458 sotto Ferdinando I d’Aragona: furono dichiarate monumento nazionale nel 1897 e restarono in piedi anche dopo il sisma.
Il Duomo, ricostruito in forme neoromaniche e consacrato il 2 settembre 1928, è la chiesa più grande della Calabria. Sul lungomare restano infine due tracce dirette della città antica, all’aperto e visibili da vicino: le mura greche della cinta occidentale, con fasi tra la fine del V e la metà del IV secolo a.C., e le terme romane con le vasche e il mosaico bianco e nero dello spogliatoio.
Lo Stretto, la Sicilia e la Fata Morgana
Lo Stretto di Messina è largo poco più di tre chilometri nel punto più angusto, tra Punta Pezzo e Capo Peloro, e da Reggio si legge per intero: le navi che risalgono verso il Tirreno, gli aliscafi che tagliano l’acqua, le correnti che invertono la direzione più volte al giorno e che l’antichità trasformò nei mostri Scilla e Cariddi.
In condizioni di calma assoluta e con certi salti di temperatura fra aria e acqua, dalla riva calabrese si può vedere la Fata Morgana: un miraggio che alza e dilata la costa siciliana, facendola apparire sospesa e vicinissima.
Lo Stretto è anche un corridoio di migrazione fra i più importanti del Mediterraneo: in primavera falchi pecchiaioli, bianconi e altri rapaci lo attraversano a migliaia sfruttando le correnti ascensionali, e i punti di osservazione stanno sulle alture tra Reggio, Scilla e i primi contrafforti dell’Aspromonte.
Il bergamotto, il gelato e i sapori della città
Il bergamotto è l’agrume che Reggio ha praticamente in esclusiva mondiale. Citrus bergamia dà frutti di qualità solo sulla fascia costiera della provincia, un centinaio di chilometri tra Villa San Giovanni e la costa ionica reggina. Da questa striscia arriva circa il novanta per cento dell’olio essenziale di bergamotto prodotto nel mondo: è la materia prima che l’industria della profumeria compra da due secoli, ed è ciò che dà l’aroma al tè Earl Grey.
L’olio essenziale è tutelato dalla denominazione di origine protetta “Bergamotto di Reggio Calabria”, riconosciuta nel 2001, e la raccolta va da novembre a marzo.
In città il bergamotto si trova soprattutto in versione commestibile: succhi, marmellate, liquori, e il gelato e il sorbetto del chiosco verde di Gelato Cesare, in piazza Indipendenza all’inizio del lungomare, aperto dal 1918 e ancora oggi con la fila fuori nelle sere d’estate.
Come arrivare a Reggio Calabria e come muoversi
In auto si arriva con l’autostrada A2 del Mediterraneo, che da Salerno scende fino a Reggio: la città è il capolinea, e l’uscita Santa Caterina porta direttamente sul porto e sul centro. Da Lamezia Terme sono circa 130 chilometri, poco più di un’ora e mezza di guida.
In treno la stazione di riferimento è Reggio Calabria Centrale, capolinea della linea tirrenica, servita dai collegamenti a lunga percorrenza da Roma, Napoli e Milano.
L’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” si trova nel quartiere Ravagnese, circa otto chilometri a sud del centro, collegato dagli autobus urbani Atam e da una propria fermata ferroviaria. Per la Sicilia ci sono due strade: gli aliscafi passeggeri che partono dal porto di Reggio e arrivano a Messina in circa mezz’ora, e i traghetti per le auto da Villa San Giovanni, quattordici chilometri a nord, che attraversano lo Stretto in una ventina di minuti. In città il centro si gira a piedi lungo corso Garibaldi, l’asse pedonale parallelo al lungomare.
Cosa vedere nei dintorni di Reggio Calabria
Reggio funziona bene come tappa di una giornata, ma quasi tutto quello che le sta intorno merita una sosta a sé.
Verso nord la costa porta in pochi minuti a Villa San Giovanni e poi a Scilla, con il castello Ruffo sulla rupe e il borgo di pescatori di Chianalea, dove le case scendono fin dentro l’acqua. Oltre comincia la Costa Viola vera e propria: spiagge di ciottoli sotto le falesie, terrazzamenti di vigne e i paesi di Bagnara e Palmi affacciati sul Tirreno.
Verso sud, a una trentina di chilometri, c’è Pentedattilo, il borgo abbandonato aggrappato alla rupe a cinque punte del Monte Calvario, oggi in parte recuperato con botteghe e piccoli spazi espositivi. Più in alto si entra nell’area grecanica, dove a Bova sopravvive il greco di Calabria.
Alle spalle della città sale l’Aspromonte: da Reggio si raggiunge Gambarie in meno di un’ora di curve, e in inverno capita di guardare lo Stretto dalla neve.
Dove dormire: case vacanza sulla Costa Viola
Le nostre case sono sulla Costa Viola, a nord di Reggio, tra Scilla, Bagnara e Palmi: una base comoda per visitare la città in giornata, con l’autostrada e la costiera che ti portano in centro in poco più di mezz’ora, e la sera il mare davanti casa invece del traffico urbano.
Una casa vacanza ti lascia i tuoi tempi: rientri quando vuoi dopo il museo o dopo il tramonto sul lungomare, cucini il pesce comprato in paese, non dipendi dagli orari di una struttura. Le soluzioni vanno dai bilocali per due agli appartamenti per famiglie, molti con vista sullo Stretto o a pochi minuti a piedi dalla spiaggia.
Controlla le disponibilità e inviaci una richiesta diretta: ti aiutiamo a scegliere la casa giusta per il tuo soggiorno.
Domande frequenti su Reggio Calabria
Dove si vedono i Bronzi di Riace?
Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, in piazza De Nava 26, a pochi minuti a piedi dal Lungomare Falcomatà. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 20, con ultimo ingresso alle 19.30, e chiude il lunedì.
Si vede davvero l’Etna da Reggio Calabria?
Sì, nelle giornate limpide il vulcano si distingue dal lungomare, oltre la costa siciliana, spesso innevato dall’inverno alla primavera. La luce migliore è al mattino presto e poco prima del tramonto.
Come si arriva in Sicilia da Reggio Calabria?
Gli aliscafi passeggeri partono dal porto di Reggio e arrivano a Messina in circa mezz’ora. Chi viaggia in auto usa i traghetti di Villa San Giovanni, quattordici chilometri a nord, che attraversano lo Stretto in una ventina di minuti.
Che cos’è il bergamotto e dove si trova a Reggio?
È un agrume che cresce quasi solo sulla fascia costiera della provincia di Reggio, da cui arriva circa il novanta per cento dell’olio essenziale mondiale. In città si trova come succo, marmellata, liquore e gelato, nelle pasticcerie e nei negozi di prodotti tipici del centro.
Quanto dista l’aeroporto dal centro di Reggio Calabria?
L’aeroporto dello Stretto è a circa otto chilometri dal centro, nel quartiere Ravagnese. È collegato dagli autobus urbani Atam e ha una propria fermata ferroviaria.
Esplora per categoria
Guide per categoria e comune della Costa Viola