Taurianova, il centro della Piana di Gioia Tauro
Taurianova sta a 210 metri sul livello del mare, su un ripiano di terra rossa al margine della Piana di Gioia Tauro, con l’Aspromonte alle spalle e il Tirreno a un quarto d’ora di macchina. È una città giovane: nasce il 12 marzo 1928 dalla fusione di Radicena e Iatrinoli, due paesi confinanti che avevano ciascuno la propria piazza, la propria chiesa matrice e le proprie famiglie di proprietari terrieri.
Quella doppia origine si legge ancora camminando per via Roma: due centri cuciti insieme, con i palazzi settecenteschi allineati lungo la strada e due poli religiosi distinti. Chi arriva qui trova poca folla turistica e molta vita di paese, e trova due cose che a Taurianova si fanno meglio che altrove, i fuochi d’artificio e il torrone.
Il resto è agricoltura. Uliveti altissimi, agrumeti, frantoi che d’autunno lavorano giorno e notte: Taurianova è il centro oleario più importante della Piana. Nel 2024 è stata Capitale italiana del libro.
Radicena e Iatrinoli: due paesi, una città
Il cuore del paese è Piazza Italia, dove la gente si ferma a parlare la sera e dove si tiene quasi tutto quello che succede in città. Sulla piazza si affaccia la chiesa del Santissimo Rosario, l’edificio più interessante del centro: era dedicata a San Basilio e nel 1535 ospitò Carlo V, poi nel 1537 passò ai domenicani che ne fecero il loro convento. Il terremoto del 1783 la distrusse e la ricostruzione si concluse nel 1803, come dice l’iscrizione sul portale in tufo affiancato da colonne corinzie.
Dall’altra parte, in Piazza Macrì, c’è il duomo di Maria Santissima delle Grazie, la chiesa matrice della vecchia Radicena: quella antica venne giù con il terremoto del 1908 e l’edificio attuale fu completato nel 1929. Iatrinoli conserva invece la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Fra i due poli corre via Roma, la strada su cui si allineano i palazzi delle famiglie che per due secoli hanno controllato le terre della Piana.
I palazzi delle famiglie e il monastero di clausura
Taurianova ha più palazzi nobiliari di quanti ci si aspetti da un paese agricolo. Villa Zerbi è del 1786, progettata da Filippo Frangipane per i Calfapietra sulle rovine di una residenza rinascimentale abbattuta dal terremoto: portale in granito grigio, balconi in ferro battuto sorretti da mensole scolpite. Accanto, intorno al 1860, Luigi Zerbi aggiunse il Palazzo Zerbi, con una scalinata centrale in marmo a rampe divise; nel 1925 il proprietario, terrorizzato dai terremoti, fece abbassare la copertura riducendola a terrazza.
A Iatrinoli, su Piazza Vittorio Emanuele II, il Palazzo Contestabile è il pezzo più ambizioso: voluto da Pasquale Contestabile e attribuito a Carlo Vanvitelli, figlio del progettista della Reggia di Caserta, si sviluppa su circa 2.700 metri quadrati in tre corpi collegati, con cappella privata, lampadari di Murano e pavimenti in maiolica siciliana.
In città c’è anche un monastero di clausura della Visitazione, l’ordine fondato da Francesco di Sales e Giovanna Francesca di Chantal. La comunità è piccola e la chiesa del monastero si apre al pubblico per le messe: è uno dei pochi luoghi silenziosi del centro.
L’Affruntata, la Madonna della Montagna e i fuochi
La domenica di Pasqua, nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo dell’antica Iatrinoli, si celebra l’Affruntata. Tre statue partono a spalla da punti diversi del paese: l’Addolorata avvolta nel manto nero, San Giovanni e il Cristo risorto. San Giovanni fa la spola fra madre e figlio per portare la notizia della resurrezione, poi le statue si avvicinano sul sagrato e nel momento dell’incontro il velo del lutto viene strappato via.
La patrona è Maria Santissima della Montagna e si festeggia l’8 settembre. Nove giorni prima, il 29 agosto, va in scena u ’Mbitu, l’invito: si accende un falò di luppinazzi, le fascine di ginestra secca, e la sera prosegue con la musica popolare e con i fuochi. Il fuoco alto e vivo è segno di annata buona, e attorno a quel falò un tempo si stringevano contratti e fidanzamenti.
I fuochi non sono un contorno. A Taurianova la pirotecnica è un mestiere e uno sport locale: gli spari si commentano per giorni, e ogni annuncio di festa, dal 6 luglio per la Madonna del Carmine al 1° novembre per San Martino, si apre con i botti.
L’Infiorata e l’anno da Capitale italiana del libro
A giugno il centro storico si copre di petali. L’Infiorata è arrivata nel 2026 all’ottava edizione, dal 19 al 21 giugno, con i quadri floreali stesi lungo viale XXIV Maggio e un tema dedicato al Made in Italy; accanto ai maestri calabresi lavorano infioratori arrivati da altre regioni italiane e delegazioni straniere, fra cui belgi e spagnoli. Si cammina fra i disegni la sera, quando il caldo cala e i colori tengono meglio.
Nel 2024 Taurianova è stata Capitale italiana del libro, scelta da una giuria indipendente dal Ministero della cultura. Il titolo ha lasciato qualcosa di concreto: nel maggio 2024 ha riaperto la biblioteca comunale Antonio Renda, che nell’arco dell’anno ha accolto oltre tremila visitatori, rilasciato quasi trecentocinquanta nuove tessere e acquisito più di quattromila volumi. Per una città che fino a poco prima non aveva una biblioteca funzionante, è il cambiamento più visibile degli ultimi anni.
Olio, agrumi e il torrone di Taurianova
Gli uliveti della Piana non somigliano a quelli toscani: qui gli alberi arrivano a quindici o venti metri, e le cultivar dominanti sono l’Ottobratica e la Sinopolese, autoctone di questa fascia di terra fra Rosarno e l’Aspromonte. Taurianova è il centro oleario principale della Piana, e da una decina d’anni una parte dei produttori ha spostato il tiro dalla quantità alla qualità, con raccolta anticipata e frangitura rapida. Attorno agli uliveti stanno gli agrumeti: clementine e arance che d’inverno riempiono i camion diretti a nord.
La specialità che ha fatto uscire il nome della città dai confini regionali è però il torrone. A Taurianova lo producono famiglie di pasticcieri che si tramandano il mestiere, i Murdolo, gli Scionti, i Taverna: miele di zagara, mandorle, varianti al pistacchio, alla frutta candita, al cioccolato, in versione dura o morbida. Se ne compra tutto l’anno, ma è a dicembre che i laboratori lavorano a pieno regime.
Come arrivare a Taurianova
In auto si esce dall’autostrada A2 del Mediterraneo a Gioia Tauro, da nord come da sud; alla rotonda si imbocca la strada statale 111 e dopo una decina di chilometri si entra in paese. Chi arriva da Napoli può usare anche l’uscita di Rosarno, con distanza simile.
In treno la stazione di riferimento è Gioia Tauro, sulla linea tirrenica, a circa 13 chilometri: fermano anche i treni a lunga percorrenza fra Roma e Reggio Calabria. Rosarno, a una quindicina di chilometri, è la seconda opzione.
Gli aeroporti sono due. Reggio Calabria dista circa 70 chilometri, poco più di un’ora di autostrada; Lamezia Terme, che ha molti più collegamenti nazionali e internazionali, sta a circa 87 chilometri. Da entrambi conviene noleggiare un’auto: Taurianova è al centro di un territorio che si gira su strade provinciali, fra la Piana, la costa e i paesi dell’Aspromonte, e il mare più vicino è a un quarto d’ora scarso.
Cosa vedere nei dintorni
Taurianova sta al centro esatto della Piana, e in mezz’ora si cambia paesaggio in ogni direzione. Verso il mare c’è Gioia Tauro, con il porto container che si vede da lontano e una spiaggia lunghissima di sabbia scura. Verso l’interno, a pochi chilometri, Cittanova conserva l’impianto settecenteschi a scacchiera e un bel giardino botanico comunale.
Salendo si entra nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, fra faggete, cascate e sentieri che partono dai paesi di media montagna; Oppido Mamertina, sede vescovile, si raggiunge in venti minuti. In direzione opposta, verso la Costa Viola, Palmi apre sul golfo con il Monte Sant’Elia e il museo etnografico, mentre Seminara resta il paese della ceramica e dei giganti di cartapesta.
Dove dormire: case vacanza con base a Taurianova
Taurianova funziona bene come base tranquilla: si dorme lontano dal traffico della costa, si è a un quarto d’ora dalle spiagge della Piana e a mezz’ora dai sentieri dell’Aspromonte, e la sera si trova ancora una piazza dove sedersi senza fare la fila. Chi viaggia in famiglia o resta più di due o tre notti ci guadagna: la casa vacanza dà spazi propri, una cucina vera e orari liberi, senza il ritmo dell’albergo.
Nella zona proponiamo bilocali e appartamenti pensati per coppie e per famiglie, con ingresso indipendente e posto auto, sia nell’entroterra della Piana sia sulla Costa Viola, a pochi chilometri dal mare. Controlla le disponibilità per le tue date e inviaci una richiesta diretta: rispondiamo noi, senza intermediari, e possiamo suggerirti la soluzione più adatta al tipo di viaggio che hai in mente.
Domande frequenti su Taurianova
Quanto dista Taurianova dal mare?
Circa 15 chilometri: le spiagge di Gioia Tauro e della Piana si raggiungono in un quarto d’ora d’auto lungo la statale 111.
Quando si svolge l’Affruntata a Taurianova?
La mattina della domenica di Pasqua, nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, nell’antico centro di Iatrinoli.
Quando è la festa della Madonna della Montagna?
L’8 settembre, giorno della patrona. Nove giorni prima, il 29 agosto, si accende il falò di u ’Mbitu con musica popolare e fuochi d’artificio.
Quando si tiene l’Infiorata di Taurianova?
A giugno, nel centro storico lungo viale XXIV Maggio: l’ottava edizione si è svolta dal 19 al 21 giugno 2026.
Qual è l’uscita autostradale per Taurianova?
Gioia Tauro sull’A2 del Mediterraneo, poi la strada statale 111 per una decina di chilometri. Da nord funziona anche l’uscita di Rosarno.
Cosa si compra a Taurianova?
Il torrone artigianale, prodotto in città da pasticcerie di famiglia, e l’olio extravergine della Piana, ottenuto dalle cultivar Ottobratica e Sinopolese.
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