Seminara: le ceramiche, i Gagini e i Giganti Mata e Grifone
Seminara sta a 287 metri sul livello del mare, nell’entroterra della Costa Viola, con Palmi da una parte e Bagnara Calabra dall’altra. È un paese piccolo, poco più di duemila abitanti, con una storia sproporzionata rispetto alle sue dimensioni: fondato intorno al 986 dai profughi di Taureana, patria di Barlaam, teatro di una battaglia europea nel 1495, raso al suolo due volte dai terremoti.
Oggi ci si viene per tre cose: le sculture dei Gagini nelle chiese, le ceramiche con le maschere apotropaiche che si fanno ancora a mano, e i Giganti Mata e Grifone che ballano per le strade a metà agosto. Il mare è a un quarto d’ora di auto, il che rende Seminara comoda anche per chi passa la vacanza sulla costa.
Il paese, il palazzo Mezzatesta e gli uliveti secolari
Seminara sta su un terrazzo che guarda la Piana di Gioia Tauro da un lato e la linea del mare dall’altro. Il paese che si attraversa oggi non è quello medievale: il terremoto del 5 febbraio 1783 rase al suolo l’abitato, e la ricostruzione settecentesca gli diede l’impianto regolare che si riconosce ancora, strade dritte e isolati bassi, ritoccato una seconda volta dopo il sisma del 1908.
Del passato aristocratico resta il palazzo Mezzatesta, ridotto a rudere ma ancora leggibile: i mensoloni scolpiti che reggono il balcone d’angolo rimandano ai modelli siciliani che i costruttori del posto avevano davanti agli occhi. Intorno, il tessuto è quello di un paese di lavoro, con i portoni delle botteghe al piano terra.
Fuori dall’abitato comincia l’oliveto. Le cultivar della Piana, l’Ottobratica e la Sinopolese, qui crescono in alberi altissimi e fitti, tanto che il paesaggio somiglia più a un bosco che a un frutteto.
Le sculture dei Gagini e il santuario della Madonna dei Poveri
La chiesa di San Marco Evangelista custodisce la Madonna degli Angeli scolpita da Antonello Gagini nei primi anni del Cinquecento, la prova più alta che lo scultore palermitano ha lasciato in Calabria. La Vergine tiene il Bambino secondo lo schema bizantino dell’Odigitria, quella che indica la via, ma il rapporto fra i due volti è tutto rinascimentale; sul basamento sono scolpiti l’Ecce Homo, la Maddalena, l’Annunciazione e la Dormitio Virginis. Nella stessa chiesa si trova un grande bassorilievo con la Natività attribuito a Giovan Battista Mazzolo.
Poco distante, la basilica santuario della Madonna dei Poveri conserva una statua lignea della Vergine dal volto scuro: è la più antica scultura in legno della Calabria e da secoli attira pellegrini. Una chiesa dedicata a questa Madonna esisteva già nel 1325; l’edificio crollò con il terremoto del 1783 e il santuario che si vede oggi è la ricostruzione in forme neoromaniche seguita al sisma del 1908, con due campanili a cuspide e un portico davanti al portale centrale.
La ceramica e le maschere apotropaiche
La ceramica è il mestiere che ha reso Seminara nota fuori dalla Calabria. Nel 1746 in paese si contavano almeno ventitré botteghe, e per secoli il quartiere dei pignatari, i vasai, ha lavorato l’argilla del posto per l’uso quotidiano: bummuli e quartare per portare l’acqua, giare per l’olio, piatti e boccali.
Accanto agli oggetti d’uso è sopravvissuta la produzione che oggi si riconosce a colpo d’occhio, le maschere apotropaiche. Sono facce deformi con la bocca spalancata e gli occhi sporgenti, modellate a mano e cotte a legna, che si appendevano sopra la porta di casa per fermare il malocchio; apotropaico viene dal greco apotrépein, allontanare. I colori sono pochi e forti, il verde ramina, il giallo, il bruno di manganese.
Il Museo delle Ceramiche di Calabria, in via Vescovado, raccoglie i pezzi storici e spiega i simboli che ricorrono sui manufatti. Nelle botteghe ancora attive in paese si vedono i pezzi nascere al tornio e uscire dal forno.
I Giganti Mata e Grifone e la festa di mezz’agosto
Dal 10 al 15 agosto per le strade di Seminara ballano i Giganti. Sono due fantocci di cartapesta alti circa tre metri, portati in spalla da un uomo ciascuno e fatti girare al ritmo del tamburo: Grifone è il gigante nero, un saraceno, e Mata la donna che secondo il racconto tiene prigioniera. Con loro escono altre due figure, un cavallo e un cammello.
La danza è legata alla festa della Madonna dei Poveri, patrona di Seminara. Autorità religiose e civili la proclamarono tale il 31 luglio 1768 e fissarono la festa al 14 agosto, vigilia dell’Assunta: è il giorno in cui si celebra ancora oggi, e il paese si riempie di gente arrivata dai comuni vicini.
La stessa coppia di giganti compare a Palmi, a Tropea e in altri paesi fra Calabria e Sicilia, segno di una tradizione che ha attraversato lo Stretto.
Taureana, Barlaam e la battaglia del 1495
Seminara nasce intorno al 986, quando gli abitanti di Taureana, la città sulla costa, si spostano all’interno per sfuggire alle incursioni dal mare. Nel Cinquecento è uno dei centri più popolosi della Calabria: nel 1545 si contavano circa millecinquecento fuochi, cioè nuclei familiari.
Da qui vengono due figure che pesano nella storia della cultura europea. Barlaam, nato nel 1290, monaco e teologo, insegnò il greco a Francesco Petrarca e fu nominato vescovo di Gerace nel 1342; il suo allievo Leonzio Pilato tradusse Omero in latino per Giovanni Boccaccio, e per i due scrittori fu l’unico modo di avvicinare il poeta greco.
Nel giugno del 1495, nella piana sotto il paese, gli spagnoli di Gonzalo Fernández de Córdoba e i napoletani di Ferrandino d’Aragona furono battuti dai francesi di Bérault Stuart d’Aubigny: fu l’unica sconfitta in campo aperto del Gran Capitano. Del monastero dei Santi Elia e Filarete, fondato nell’884 e a lungo uno dei centri del monachesimo italo-greco, resta la chiesa ortodossa dove si officia secondo il rito bizantino.
Come arrivare a Seminara
Seminara è nell’entroterra della Costa Viola, in bilico fra Palmi e Bagnara Calabra. In auto si esce dall’A2 del Mediterraneo a Palmi, il casello più vicino, e si sale in una decina di minuti; chi arriva da sud può uscire a Bagnara Calabra. Palmi dista circa quattro chilometri, Bagnara otto: il mare si raggiunge in un quarto d’ora, ed è il motivo per cui il paese funziona bene come base.
In treno le stazioni utili sono Gioia Tauro, a una decina di chilometri, e Palmi: entrambe stanno sulla linea tirrenica servita dai regionali e da alcuni treni a lunga percorrenza. Dalle stazioni si prosegue in auto o con gli autobus di linea.
Gli aeroporti sono due. Reggio Calabria è a circa trentacinque chilometri, poco più di mezz’ora di autostrada; Lamezia Terme, il principale scalo della regione, è a poco più di settanta chilometri.
Cosa vedere nei dintorni
Da Seminara si scende a Palmi in pochi minuti: il centro con la Casa della Cultura e il museo etnografico, il belvedere del Monte Sant’Elia che guarda lo Stretto e le Eolie, la Tonnara e la Marinella sotto la falesia. Dall’altro lato c’è Bagnara Calabra, paese dei pescatori di pesce spada e delle bagnarote, con la spiaggia lunga sotto il paese alto.
Tutto questo tratto di costa è la Costa Viola, il pezzo fra Palmi e Villa San Giovanni dove la montagna scende a picco sul mare e diverse cale si raggiungono solo a piedi o in barca.
Verso l’interno la strada sale a Sant’Eufemia d’Aspromonte e da lì ai boschi del Parco Nazionale dell’Aspromonte; verso nord si apre la Piana di Gioia Tauro, con gli agrumeti, gli uliveti e il porto.
Dove dormire: case vacanza tra Seminara e la Costa Viola
Chi sceglie questa zona di solito cerca due cose insieme: la calma dell’entroterra la sera e il mare a pochi minuti di macchina. Le nostre case vacanza stanno sulla Costa Viola, fra Palmi e Bagnara, a un quarto d’ora da Seminara: bilocali per due, appartamenti più ampi per famiglie, con cucina attrezzata, lavatrice e posto auto.
Avere una casa invece di una camera cambia il ritmo della giornata. Si fa colazione con quello che si è comprato al mercato, si torna dalla spiaggia quando si vuole, i bambini dormono con i loro orari e la sera si cena in terrazza. Seminara resta a portata di mano per una mattina fra le botteghe di ceramica e le chiese, e l’Aspromonte per una gita quando il caldo stringe.
Controlla le disponibilità per le tue date e inviaci una richiesta diretta: rispondiamo noi, senza intermediari.
Domande frequenti su Seminara
Quanto dista Seminara dal mare?
Il paese sta a 287 metri di altitudine e il mare della Costa Viola si raggiunge in un quarto d’ora di auto: Palmi è a circa quattro chilometri, Bagnara Calabra a otto.
Quando ballano i Giganti Mata e Grifone a Seminara?
Dal 10 al 15 agosto, dentro i festeggiamenti per la Madonna dei Poveri, patrona del paese, la cui festa cade il 14 agosto.
Dove si vedono le maschere apotropaiche di Seminara?
Nelle botteghe di ceramica del paese, dove si producono ancora a mano, e al Museo delle Ceramiche di Calabria, in via Vescovado.
Cosa si riesce a vedere in mezza giornata a Seminara?
La chiesa di San Marco con la Madonna degli Angeli di Antonello Gagini, la basilica santuario della Madonna dei Poveri, i ruderi del palazzo Mezzatesta e una bottega di ceramica.
Qual è il casello autostradale più vicino a Seminara?
Palmi, sull’A2 del Mediterraneo. Chi arriva da sud può uscire a Bagnara Calabra.
Chi era Barlaam da Seminara?
Un monaco e teologo nato qui nel 1290, che insegnò il greco a Francesco Petrarca e fu nominato vescovo di Gerace nel 1342.
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