Pentedattilo: il borgo fantasma sulla rupe a forma di mano
Ai piedi di una rupe che si apre in cinque pinnacoli come le dita di una mano, Pentedattilo è uno dei borghi più suggestivi e fotografati della Calabria. Abbandonato dopo secoli di vita, per decenni è rimasto un paese fantasma sospeso sopra la fiumara, prima di tornare lentamente a vivere grazie ad artigiani, artisti e a un festival del cinema che ne hanno fatto un piccolo caso unico nel Sud Italia.
Siamo nell’entroterra di Melito di Porto Salvo, a mezz’ora da Reggio Calabria, dove lo Ionio incontra le prime colline dell’Aspromonte. Passeggiare tra i suoi vicoli al tramonto, quando la roccia si accende di rosso, è un’esperienza che unisce natura, storia e un pizzico di leggenda.
La rupe a forma di mano e le origini greche
Il nome Pentedattilo viene dal greco “pente daktylos”, cinque dita: la grande rupe di arenaria alle spalle del borgo si divide infatti in cinque pinnacoli che ricordano una mano tesa verso il cielo. Fondato dai Greci intorno al VII secolo a.C. come avamposto sullo Ionio, il paese fu poi bizantino e feudale, arroccato in una posizione difendibile e panoramica. Dall’alto lo sguardo abbraccia la fiumara, i vigneti e, nelle giornate limpide, la costa siciliana. È proprio la roccia, con la sua forma inconfondibile, ad aver reso Pentedattilo un simbolo del paesaggio dell’area grecanica.
Il borgo fantasma, la leggenda e la rinascita
Tra Sei e Ottocento terremoti, frane e l’abbandono progressivo svuotarono Pentedattilo: gli abitanti si trasferirono a valle, a Melito, e il borgo divenne un paese fantasma di case diroccate. Sulla rupe aleggia ancora la leggenda della “strage degli Alberti”, la notte del 1686 in cui, secondo la tradizione, il barone Bernardino Abenavoli sterminò la famiglia feudataria dei Alberti per una questione d’amore e potere: si dice che al tramonto i cinque pinnacoli si tingano di rosso come dita insanguinate. Dagli anni Ottanta volontari e artigiani hanno restaurato parte delle case: oggi il borgo ospita botteghe, laboratori e piccoli musei, tornando a vivere senza perdere il suo fascino sospeso.
Come visitare Pentedattilo e dove dormire
Pentedattilo si raggiunge in auto da Reggio Calabria in circa mezz’ora, seguendo la statale ionica fino a Melito di Porto Salvo e poi la strada che sale verso il borgo; si parcheggia all’ingresso e si prosegue a piedi tra i vicoli, con scarpe comode. La visita è libera e dura una o due ore, ideale nel tardo pomeriggio per il tramonto sulla rupe; in autunno il borgo ospita il Pentedattilo Film Festival, dedicato ai cortometraggi. Per unire il fascino dei borghi al mare, la scelta migliore è fermarsi qualche giorno sulla costa reggina: una casa vacanza tra Reggio Calabria e lo Stretto è una base comoda per visitare Pentedattilo, l’area grecanica e le spiagge dello Ionio. Controlla le disponibilità e inviaci una richiesta.