Palmi: la terrazza sullo Stretto e la città della Varia

Palmi è la città di riferimento della Costa Viola: un centro costruito in alto su un ripiano fra il Monte Sant’Elia e il mare, e una vista che nelle giornate limpide arriva alle Eolie e allo Stretto di Messina. La chiamano la terrazza sullo Stretto, e il soprannome si capisce appena si arriva alla Villa Comunale.

Qui si visita la Casa della Cultura “Leonida Repaci”, che tiene insieme il più antico museo etnografico della Calabria, una pinacoteca e una biblioteca da oltre centomila volumi. Qui, l’ultima domenica di agosto delle annate in cui viene allestita, sfila la Varia, la macchina processionale alta sedici metri iscritta nelle liste UNESCO del patrimonio immateriale.

Sotto il paese si aprono la Marinella e la Tonnara, con lo Scoglio dell’Ulivo a pochi metri dalla riva; sopra c’è il belvedere del Monte Sant’Elia a 582 metri. Palmi è una base comoda per girare tutta la costa fra Gioia Tauro e Scilla.

Il centro di Palmi e la Casa della Cultura

Il centro di Palmi si gira a piedi in un’ora. Piazza Municipio, con il palazzo comunale e i suoi giardini, è il punto di ritrovo; poco più in là si apre piazza Matteotti, che i palmesi chiamano ancora piazza Scivola, dove è stata rimontata una colonna di marmo con capitello corinzio proveniente dall’antica Taureana. La concattedrale di San Nicola, la Matrice, ha facciata neoromanica con rosone e un portico a quattro colonne, e a pochi passi c’è il teatro Nicola Antonio Manfroce, inaugurato nel 1893 sotto la direzione musicale di Francesco Cilea, nato in città.

La Casa della Cultura “Leonida Repaci”, aperta nel gennaio 1982 e intitolata allo scrittore palmese che fondò il Premio Viareggio, raccoglie in un solo edificio le collezioni civiche: la biblioteca comunale Domenico Topa con oltre centomila volumi, una pinacoteca con opere di Guercino, Corot, Fattori e Guttuso, la gipsoteca dedicata allo scultore Michele Guerrisi, l’Antiquarium con i reperti degli scavi di Taureana e un museo musicale su Cilea e Nicola Antonio Manfroce.

Il Museo di etnografia e folklore Raffaele Corso

Dentro la Casa della Cultura la raccolta più visitata è il Museo di etnografia e folklore “Raffaele Corso”, fondato nel 1955: è il più antico museo etnografico della Calabria e uno dei più consistenti del Mezzogiorno. Racconta la vita materiale della regione prima della meccanizzazione, con le sezioni dedicate all’agricoltura, alla pastorizia, alla pesca e alla lavorazione del pane e del latte.

Le sale che restano più impresse sono quelle della magia e della superstizione, con gli amuleti contro il malocchio e le maschere apotropaiche che si mettevano sulle case, e quella delle ceramiche policrome delle botteghe calabresi, Seminara in testa. Ci sono gli strumenti musicali popolari — zampogne, tamburelli, lire — e i giganti di cartapesta Mata e Grifone, le due figure che aprono le feste patronali nello Stretto.

La Varia, patrimonio UNESCO

La Varia è la festa che identifica Palmi. Si svolge l’ultima domenica di agosto ed è dedicata a Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona della città: la tradizione risale al 1582, quando Messina donò ai palmesi una reliquia mariana per ringraziarli dell’aiuto ricevuto durante un’epidemia di peste.

La macchina processionale è alta sedici metri e pesa circa duecento quintali. È una struttura di travi incastrate che rappresenta l’universo e l’Assunzione della Vergine: in cima siede l’Animella, una bambina che impersona l’anima di Maria, mentre sotto si dispongono le altre figure. A muoverla sono circa duecento portatori a spalla, i mbuttaturi, organizzati nelle corporazioni storiche della città. Nel dicembre 2013 la Varia è entrata nelle liste UNESCO del patrimonio culturale immateriale insieme alle altre grandi macchine a spalla italiane, quelle di Nola, Sassari e Viterbo. Non si tiene ogni anno: le edizioni si susseguono a intervalli irregolari, decisi di volta in volta.

Il Monte Sant’Elia e il belvedere

Sopra Palmi si alza il Monte Sant’Elia, 582 metri, che segna il limite meridionale della Piana di Gioia Tauro. Ci si sale in auto in una decina di minuti dal centro, per una strada che attraversa la pineta. Dal belvedere in cima lo sguardo copre la costa tirrenica da Capo Vaticano allo Stretto di Messina, con le Eolie in fila all’orizzonte e, nelle giornate terse, il profilo dell’Etna.

In vetta ci sono tre croci bianche, poste a ricordo del Calvario, e la chiesetta di Sant’Elia costruita nel 1958. Il pianoro è attrezzato con aree di sosta all’ombra ed è uno dei posti dove i palmesi salgono la sera per il tramonto, quando il mare prende quel colore violaceo che ha dato il nome alla Costa Viola. A mezza costa, sul versante che guarda Bagnara, passa il Sentiero del Tracciolino, il vecchio tracciato ferroviario oggi percorribile a piedi.

La Marinella, la Tonnara e lo Scoglio dell’Ulivo

Il mare di Palmi sta sotto il paese, e ci si arriva scendendo di quota. La Marinella è la spiaggia più vicina al centro, sabbia fine e stabilimenti in fila, con la costa che si chiude a nord verso la Piana. Poco più a sud, ai piedi del Monte Sant’Elia, si stende la Tonnara: quasi due chilometri di arenile misto a ghiaia sottile, che deve il nome all’impianto per la pesca del tonno attivo qui nel Novecento.

Davanti alla Tonnara, a pochi metri dalla riva, spunta lo Scoglio dell’Ulivo, in dialetto Luvareddhra: un isolotto isolato dalla costa sul quale è cresciuto spontaneamente un ulivo, oggi ridotto a un tronco contorto e pietrificato dalla salsedine. Intorno all’isolotto ci sono grotte marine che si raggiungono a nuoto o in barca, e il fondale limpido rende la zona una delle più frequentate della Costa Viola da chi fa snorkeling.

A tavola a Palmi: pesce spada e sapori della costa

Il piatto che si mangia dappertutto sulla Costa Viola è il pesce spada alla ghiotta, riconosciuto fra i prodotti agroalimentari tradizionali della Calabria: tranci cotti con pomodoro, capperi, olive e cipolla, in stagione fra maggio e settembre, quando la pesca dello spada è attiva nello Stretto. Nei ristoranti di Palmi lo si trova anche a involtini o alla griglia, con l’origano e l’olio del posto.

Dell’entroterra arrivano l’olio extravergine degli uliveti della Piana, gli agrumi e le conserve piccanti, a partire dalla rosamarina, il paté di bianchetti e peperoncino che qui si spalma sul pane. Le paste fresche seguono la tradizione calabrese, con maccheroni al ferretto e sughi di carne di maiale.

Come arrivare a Palmi

In auto Palmi si raggiunge dall’autostrada A2 del Mediterraneo, che collega Salerno a Reggio Calabria: lo svincolo di Palmi si trova a circa due chilometri dal centro, e da lì si sale in pochi minuti. La strada statale 18 corre parallela lungo la costa e serve la Tonnara e le frazioni marine.

In treno la stazione di Palmi è sulla linea tirrenica Battipaglia–Reggio Calabria, con fermate regionali che collegano Gioia Tauro, Bagnara, Scilla e Villa San Giovanni; la stazione sta in basso rispetto al centro storico. Gli aeroporti utili sono due: Lamezia Terme, a circa 70 chilometri, il principale scalo della Calabria con voli nazionali e internazionali, e Reggio Calabria, a circa 60 chilometri.

Cosa vedere nei dintorni di Palmi

A pochi chilometri dal centro, sul pianoro che guarda il Tirreno, si trova Taureana: qui sorgeva la città dei Tauriani, popolo di stirpe brettia, e oggi il parco archeologico “Antonio De Salvo” occupa circa tre ettari con capanne preistoriche, un santuario urbano, una strada romana, un edificio circolare per spettacoli e una torre cinquecentesca. Sotto il complesso di San Fantino si scende nella cripta paleocristiana, considerata il più antico luogo di culto cristiano della Calabria: era un ninfeo romano del II secolo, trasformato in basilica sotterranea nel IV.

Verso sud la statale costiera porta a Bagnara Calabra e a Scilla, con il castello Ruffo e il borgo di pescatori di Chianalea; verso nord si aprono la Piana di Gioia Tauro e i paesi dell’Aspromonte occidentale.

Dove dormire: case vacanza a Palmi

Palmi funziona bene come base per una vacanza sulla Costa Viola: ha i servizi di una città, le spiagge a pochi minuti e l’autostrada a due chilometri, quindi da qui si arriva in giornata a Scilla, a Tropea o all’Aspromonte senza cambiare alloggio.

Una casa vacanza dà spazi propri e cucina autonoma, comoda quando si torna dal mare con i bambini o si cena tardi dopo una giornata in giro. Le nostre soluzioni a Palmi e sulla Costa Viola vanno dai bilocali per due agli appartamenti più grandi per famiglie e gruppi, alcuni con vista sul mare, altri a pochi passi dal centro. Controlla le disponibilità per le tue date e inviaci una richiesta diretta: ti rispondiamo noi e troviamo insieme la casa giusta.

Domande frequenti su Palmi

Quando si svolge la Varia di Palmi?
L’ultima domenica di agosto. Non si tiene tutti gli anni: le edizioni si susseguono a intervalli irregolari, quindi conviene guardare il calendario dell’anno in cui si viaggia.

Cosa si visita alla Casa della Cultura di Palmi?
Il Museo di etnografia e folklore Raffaele Corso, il più antico museo etnografico della Calabria, la pinacoteca con opere di Guercino, Corot e Guttuso, la gipsoteca di Michele Guerrisi, l’Antiquarium con i reperti di Taureana e la biblioteca comunale.

Quanto dista il mare dal centro di Palmi?
Il centro sta in alto rispetto alla costa: la Marinella e la Tonnara si raggiungono in auto in cinque o dieci minuti scendendo verso il mare.

Qual è l’aeroporto più vicino a Palmi?
Reggio Calabria, a circa 60 chilometri. Lamezia Terme è a circa 70 chilometri ed è lo scalo con più collegamenti nazionali e internazionali.

Cosa si mangia a Palmi?
Soprattutto pesce spada, servito alla ghiotta con pomodoro, capperi e olive, oppure a involtini. Fra i prodotti locali ci sono l’olio extravergine della Piana e la rosamarina, la crema piccante di bianchetti.