Cittanova: la Villa Comunale, il centro a scacchiera e la strada per lo Zomaro

Cittanova sta a quattrocento metri di quota, sul gradino che separa la pianura degli agrumi dai boschi dell’Aspromonte. Il paese ha una pianta regolare, con strade che si incrociano ad angolo retto: è il disegno della ricostruzione dopo il terremoto del 1783, che rase al suolo l’abitato precedente.

Il motivo principale per fermarsi è la Villa Comunale «Carlo Ruggiero», due ettari e mezzo di giardino storico nel centro del paese, con cedri, sequoie, ginkgo e un pino strobo alto trentacinque metri. A pochi passi c’è il Museo Civico di Storia Naturale, e mezz’ora più in alto comincia il pianoro dello Zomaro, dentro il Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Dal mare della Piana di Gioia Tauro sono venti chilometri: abbastanza per dormire al fresco e scendere in spiaggia in venti minuti.

La Villa Comunale «Carlo Ruggiero»

La Villa Comunale occupa poco più di due ettari e mezzo nel cuore del paese e nasce nel 1880, quando il sindaco Carlo Ruggiero la fece realizzare a proprie spese e la donò alla città. Il disegno è dell’ingegnere e agronomo svizzero Heinrich Fehr, che lavorò su un terreno già coltivato a giardino dai Grimaldi: quattro settori di prato e alberi, tagliati da due viali che si incrociano a X attorno a una fontana.

La parte che sorprende è quella botanica. Ci sono cedri del Libano e cedri dell’Atlante, sequoie della California, magnolie, aceri giapponesi, un albero dei tulipani e una Cycas revoluta. Il ginkgo biloba e soprattutto il pino strobo sono gli esemplari che i visitatori cercano: il pino supera i trentacinque metri di altezza e i tre metri e ottanta di circonferenza. Dal 1994 la villa è tutelata come bene di particolare interesse storico e naturalistico.

All’inizio di giugno i vialetti ospitano Cittanova Floreale, la mostra mercato di florovivaismo specializzato che porta qui vivaisti e collezionisti di piante rare.

Il centro a scacchiera e il Museo Civico di Storia Naturale

Cittanova nasce nel 1618 come Nuovo Casale, fondato da Girolamo Grimaldi, principe di Gerace. Il 5 febbraio 1783 il terremoto che in Calabria si ricorda come il Flagello rase al suolo l’abitato e uccise quasi metà della popolazione. La ricostruzione, avviata sullo stesso sito, seguì una maglia ortogonale: isolati regolari, strade larghe che si incrociano ad angolo retto, piazze aperte. È un impianto che si legge ancora camminando lungo il corso, fra i palazzi dell’Ottocento e la chiesa matrice dedicata a San Girolamo. Il nome attuale arriva nel 1852, quando Casalnuovo diventa Cittanuova.

In via Nazionale, nell’edificio dell’ex carcere mandamentale, il Museo Civico di Storia Naturale ha riaperto il 15 marzo 2014. Conserva circa duemila reperti divisi in sei sezioni, dalla mineralogia alla micologia. La raccolta ornitologica, con oltre mille esemplari di primo Novecento e un centinaio di rapaci, è la più consistente; l’erbario documenta la flora dell’Aspromonte, compresa la felce Woodwardia radicans.

Lo Zomaro, la montagna di Cittanova

Il territorio comunale sale dai settantasette metri della pianura ai quasi mille del crinale, e il salto si fa in mezz’ora di auto. Lo Zomaro è il pianoro che sta in alto, attorno ai novecentoventi metri, dentro il Parco Nazionale dell’Aspromonte: prati d’altura, sorgenti e un villaggio di case sparse che i cittanovesi usano da sempre per l’estate.

Il bosco cambia con la quota. Si attraversano castagneti e pinete, poi le faggete che coprono il pianoro e restano fresche anche a luglio; nelle forre umide sopravvive la Woodwardia radicans, felce gigante di origine terziaria. I sentieri sono larghi e in buona parte pianeggianti, adatti anche a chi cammina con i bambini, e portano alle radure interne e alle sorgenti.

D’inverno qui nevica, e nelle giornate limpide dai margini del pianoro si vede tutta la Piana fino al mare. Partendo da Cittanova è il modo più diretto per capire com’è fatto l’Aspromonte dall’interno.

Olio, agrumi e cucina della Piana

Cittanova sta nella fascia pedemontana della Piana di Gioia Tauro, quella degli uliveti secolari: alberi altissimi, allevati per generazioni, che qui raggiungono dimensioni rare altrove. L’olio extravergine è il prodotto identitario del paese e rientra nell’IGP Olio di Calabria; la raccolta comincia in autunno e i frantoi lavorano fino a dicembre.

Più in basso, verso il mare, comincia il regno degli agrumi: arance, mandarini e clementine occupano la parte pianeggiante della Piana e arrivano sui banchi dei mercati da novembre in poi.

In tavola la cucina è più di montagna che di costa. Funghi e castagne dell’Aspromonte, carni di maiale e salumi, pasta fatta in casa con sughi lunghi, formaggi di capra e pecora dei pascoli dello Zomaro. Nelle pasticcerie del corso si trovano i dolci calabresi al miele e alle mandorle; trattorie e pizzerie stanno sulla via principale e nelle strade laterali.

San Rocco, i giganti e il cavalluccio

La festa più sentita è quella di San Rocco, che cade nella terza domenica di settembre e occupa diversi giorni fra riti religiosi e appuntamenti civili. Comincia con il luminario, il grande falò acceso davanti alla chiesa di San Rocco che segna l’inizio della novena: attorno al fuoco si raduna tutto il paese.

Poi tocca ai giganti. Mata e Grifone sono due figure di cartapesta alte diversi metri, portate a spalla e fatte danzare al ritmo dei tamburi. Grifone è il saraceno, Mata la donna che rappresenta la popolazione locale: il loro ballo racconta in forma allegorica i secoli delle incursioni sulle coste calabresi. Con loro esce il cavalluccio, una struttura leggera a forma di cavallo che il portatore fa girare fra la folla, in una danza di origine spagnola arrivata qui nel Seicento.

La processione con la statua del santo attraversa le vie del centro accompagnata dalla banda e dalle confraternite, e nelle stesse settimane il calendario si allarga a concerti e serate di musica popolare in piazza San Rocco.

Come arrivare a Cittanova

In auto si esce dalla A2 del Mediterraneo allo svincolo di Gioia Tauro e si prende la strada provinciale 1, l’ex statale 111 che collega la costa a Locri: sono venti chilometri e poco più di venti minuti di salita costante fino ai quattrocento metri del paese. Chi arriva dalla costa ionica percorre la Jonio-Tirreno, esce a Polistena e fa gli ultimi otto chilometri su provinciale.

In treno la stazione utile è Rosarno, sulla linea tirrenica, a una ventina di chilometri; anche a Gioia Tauro fermano i regionali. Da entrambe si prosegue in autobus o con un’auto a noleggio.

Gli aeroporti sono due: Lamezia Terme, il più servito, a poco più di sessanta chilometri, e Reggio Calabria a una cinquantina. Il mare di Gioia Tauro è a venti chilometri, le spiagge della Costa Viola a Palmi a una trentina.

Cosa vedere nei dintorni

Cittanova sta al centro di un territorio che si attraversa in poco tempo. Verso il mare c’è Gioia Tauro, con il porto e la piana degli agrumi; a pochi chilometri Taurianova, e più a ovest Seminara, nota per le ceramiche e per la posizione sulle prime pendici che guardano la costa.

Salendo lungo la dorsale si incontrano i paesi dell’Aspromonte occidentale: Delianuova, ai piedi del Montalto, e Oppido Mamertina, dove si visita il sito della città vecchia distrutta nel 1783. In un’ora si raggiunge la Costa Viola, con Palmi e il suo affaccio sullo Stretto, e le spiagge fra Bagnara e Scilla.

Con più giorni si aggiungono Reggio Calabria e i Bronzi di Riace, o Tropea e la Costa degli Dei, poco più di due ore di strada.

Dove dormire: case vacanza a Cittanova e nella Piana

Cittanova funziona bene come base tranquilla: sta a metà strada fra il mare della Piana e i boschi dell’Aspromonte, e a quattrocento metri di quota le notti d’estate sono più fresche che sulla costa. In venti minuti si è in spiaggia, in mezz’ora sul pianoro dello Zomaro.

Le nostre case vacanza nella zona sono pensate per chi preferisce spazi propri a una camera d’albergo: cucina attrezzata, biancheria, uno spazio esterno dove fare colazione e rientrare la sera senza orari. Ci sono bilocali per due e appartamenti più ampi per famiglie o gruppi, con la possibilità di sistemare i bambini in una stanza separata.

Se stai organizzando qualche giorno fra la Piana, l’Aspromonte e la Costa Viola, controlla le disponibilità e inviaci una richiesta diretta: rispondiamo noi, con qualche consiglio su cosa vedere e su come muoverti nei dintorni.

Domande frequenti su Cittanova

Quanto dista Cittanova dal mare?
Il mare di Gioia Tauro è a venti chilometri, circa venti minuti lungo la provinciale 1. Le spiagge della Costa Viola, a Palmi, sono a una trentina di chilometri.

Quando si svolge la festa di San Rocco a Cittanova?
Nella terza domenica di settembre. La aprono il falò del luminario e la novena, e nei giorni di festa escono i giganti Mata e Grifone insieme al cavalluccio.

Si può visitare la Villa Comunale con i bambini?
Sì. È un parco pubblico nel centro del paese, pianeggiante e percorribile con il passeggino, con panchine, prati e viali ombreggiati da alberi ad alto fusto.

Cosa si vede al Museo Civico di Storia Naturale?
Circa duemila reperti in sei sezioni, dai minerali ai funghi. La parte più ricca è quella sugli uccelli, con oltre mille esemplari e un centinaio di rapaci.

Come si arriva allo Zomaro da Cittanova?
Si sale dal paese lungo la strada per la montagna e in una ventina di minuti si è sul pianoro, attorno ai novecentoventi metri, dentro il Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Qual è l’uscita autostradale per Cittanova?
Lo svincolo di Gioia Tauro sulla A2 del Mediterraneo, poi la strada provinciale 1 in direzione Taurianova e Cittanova.

Esplora per categoria

Guide per categoria e comune della Costa Viola