La Varia di Palmi: la festa patrimonio UNESCO della Costa Viola

La Varia di Palmi è una macchina processionale alta sedici metri e pesante circa venti tonnellate, spinta a spalla lungo il corso principale della città da duecento uomini. In cima, a sedici metri da terra, siede una bambina del posto: è l’Animella, e impersona la Vergine assunta in cielo. Intorno a lei ruotano gli Apostoli, gli angeli e il Padreterno, dentro una nuvola di cartapesta che rappresenta l’universo.

La tradizione nasce nel 1582 da un dono del senato di Messina, una reliquia del capello della Vergine, e dal culto di Maria Santissima della Sacra Lettera. Nel dicembre 2013 l’UNESCO ha iscritto la Varia nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità insieme alle altre tre grandi macchine a spalla italiane, quelle di Nola, Sassari e Viterbo.

La festa cade l’ultima domenica di agosto, ma non si tiene tutti gli anni: le edizioni si susseguono a intervalli irregolari, e questa è la prima cosa da sapere se vuoi vederla.

Cos’è la Varia: la macchina, l’Animella e i personaggi

La Varia è una macchina processionale alta sedici metri e pesante circa venti tonnellate, che viene ricostruita da zero a ogni edizione attorno a un basamento di legno chiamato “cippo”. Sopra il cippo si alza un’intelaiatura d’acciaio a forma di cono, rivestita di cartapesta bianca e argentata che riproduce le nuvole, il sole e la luna: è l’universo, e la Varia lo porta in strada. In cima al cono un meccanismo sferico raffigura il globo terrestre; sulla sfera poggia la piattaforma del Padreterno, e ancora più in alto, a sedici metri da terra, c’è il seggiolino dell’Animella, la bambina scelta con una votazione popolare per impersonare la Vergine assunta in cielo. Intorno a loro stanno oltre trenta figuranti: gli Apostoli in costume e le bambine che fanno gli angeli, sistemate a varie altezze sui fianchi della nuvola. Durante il trasporto il Padreterno ha un compito preciso, sostenere e incoraggiare l’Animella, che oscilla nel vuoto insieme all’asta d’acciaio.

Gli ’mbuttaturi e la scasata lungo il corso

A muovere venti tonnellate non ci sono motori né trattori: ci sono duecento uomini, gli ’mbuttaturi, che spingono la macchina con le spalle mentre altri palmesi tirano alle corde. Il momento che tutti aspettano si chiama “scasata”: un colpo di cannone dà il via e la Varia parte di slancio lungo il corso Giuseppe Garibaldi, coprendo in una corsa sola i circa settecento metri del percorso rituale. A quell’andatura l’Animella oscilla in cima di oltre un metro e mezzo, e la folla ai lati della strada risponde con un boato. Arrivata in fondo al corso la macchina si ferma, riparte in direzione opposta e ripercorre la stessa strada fino a piazza I Maggio, dove viene fermata definitivamente. Le grandi travi di legno che sostengono la struttura sono cinque e ricordano le antiche corporazioni cittadine: artigiani, bovari, carrettieri, contadini e marinai.

Dal 1582 al riconoscimento UNESCO

La storia comincia nel 1582, quando il senato di Messina dona a Palmi una reliquia del capello della Vergine per ringraziare la città dell’aiuto ricevuto durante un’epidemia di peste. Con la reliquia Palmi adotta anche l’usanza messinese di celebrare l’Assunta con un carro votivo, e da lì nasce la Varia. Maria Santissima della Sacra Lettera diventa patrona della città nel 1733, e il legame con quella reliquia è ancora il cuore della festa: il giorno prima della scasata il quadro della Madonna e il reliquiario del Sacro Capello vengono portati in processione per le strade, in un rito molto più raccolto della giornata successiva. Nel dicembre 2013 l’UNESCO ha iscritto la Varia nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, dentro la candidatura collettiva delle grandi macchine a spalla italiane: insieme a Palmi ci sono i Gigli di Nola, la Faradda di li candareri di Sassari e la Macchina di Santa Rosa di Viterbo.

Quando si svolge e perché non è una festa annuale

La Varia si tiene l’ultima domenica di agosto, ma non tutti gli anni: è la prima cosa da sapere prima di programmare il viaggio. La macchina viene ricostruita da zero a ogni edizione e le edizioni si susseguono a intervalli irregolari, decisi di volta in volta. Negli ultimi vent’anni la Varia è uscita nel 2008, nel 2013, nel 2014, nel 2016, nel 2019, nel 2023 e nel 2024: fra una e l’altra sono passati anche quattro o cinque anni. La scasata avviene nel tardo pomeriggio, quando il sole comincia a calare sul corso e la luce si abbassa sulla nuvola di cartapesta. Anche negli anni senza Varia, a fine agosto Palmi celebra la sua patrona con la processione del quadro e del reliquiario del Sacro Capello, ma il passaggio della macchina grande è un’altra cosa e va cercato nell’anno giusto.

Come si vive la giornata e dove mettersi per vedere

Nei giorni dell’edizione Palmi si riempie: le cronache parlano di oltre centomila persone lungo il percorso. Il corso Garibaldi viene chiuso e transennato ore prima, e chi vuole un posto in prima fila arriva nel primo pomeriggio. I punti migliori sono i tratti più larghi del corso e piazza I Maggio, dove la macchina si ferma alla fine; i balconi dei palazzi sul corso restano l’osservatorio classico dei palmesi. Se sei con bambini piccoli conviene stare lontano dai tratti in cui la spinta si concentra, perché durante la scasata la folla si muove tutta insieme. Porta acqua e scarpe chiuse: si sta in piedi per ore sul granito del corso, ancora caldo di sole. Dopo il passaggio la città resta in strada fino a notte, fra bancarelle, musica e i ristoranti del centro, che quella sera lavorano a pieno ritmo.

Come arrivare a Palmi

In auto Palmi ha la sua uscita sull’autostrada A2 del Mediterraneo (Salerno-Reggio Calabria), a poco più di due chilometri dal centro. Nei giorni della Varia il centro è chiuso al traffico e i parcheggi vicini al corso si esauriscono presto: conviene lasciare l’auto nella parte alta della città o lungo la strada che scende verso il mare e proseguire a piedi. In treno la stazione di Palmi è sulla linea tirrenica fra Reggio Calabria e Lamezia Terme, servita dai regionali che corrono lungo la costa. Gli aeroporti più vicini sono Lamezia Terme, a circa 70 km, e Reggio Calabria, a circa 60 km: da entrambi si prende l’A2 in direzione Palmi. Dal centro la Marinella e la Tonnara si raggiungono in pochi minuti d’auto lungo la strada che scende al mare, e il Monte Sant’Elia è a una manciata di chilometri di tornanti.

Cosa vedere a Palmi e sulla Costa Viola

Se arrivi qualche giorno prima, Palmi vale il tempo anche senza la festa. Nella parte alta della città la Casa della Cultura “Leonida Repaci” ospita il Museo calabrese di etnografia e folklore “Raffaele Corso”, uno dei principali musei etnoantropologici del Sud Italia: dentro ci sono gli oggetti del lavoro nei campi e sul mare, i costumi e la religiosità popolare, cioè lo stesso mondo da cui viene la Varia. Nel giardino intorno alla Casa della Cultura si vedono due colonne romane arrivate dall’area archeologica dell’antica Taureana. Dal Monte Sant’Elia lo sguardo prende tutta la costa fino allo Stretto e, nelle giornate limpide, le Eolie; sotto il paese la Marinella e la Tonnara hanno ghiaia chiara, acqua profonda e lo Scoglio dell’Ulivo davanti. A nord, verso Taureana, il parco archeologico dei Tauriani racconta la città che c’era prima di Palmi.

Dove dormire: case vacanza a Palmi e sulla Costa Viola

Per la Varia dormire a Palmi o nel raggio di pochi chilometri fa una differenza concreta: finita la scasata torni a casa a piedi o con un tragitto breve, senza infilarti nel traffico della serata. Una casa vacanza ti dà spazi tuoi, cucina autonoma e la libertà di rientrare all’ora che vuoi dopo una giornata passata in piedi sul corso. Le nostre soluzioni sulla Costa Viola vanno dai bilocali per due agli appartamenti per famiglie e gruppi, alcuni vicini al centro, altri più verso il mare fra la Marinella e la Tonnara, comodi anche per le giornate di spiaggia prima e dopo la festa. L’ultima settimana di agosto è il periodo più richiesto dell’anno da queste parti, e negli anni di edizione lo è ancora di più: controlla le disponibilità e inviaci una richiesta diretta, troviamo insieme la casa giusta per te.

Domande frequenti sulla Varia di Palmi

Quando si svolge la Varia di Palmi?
L’ultima domenica di agosto, ma non tutti gli anni: le edizioni si susseguono a intervalli irregolari. Negli ultimi anni la macchina è uscita nel 2016, nel 2019, nel 2023 e nel 2024.

Quanto è alta la Varia e quanto pesa?
Sedici metri di altezza per un peso di circa venti tonnellate. Viene spinta a spalla da duecento ’mbuttaturi lungo il corso Garibaldi.

Chi è l’Animella?
È la bambina che siede in cima alla macchina e impersona la Vergine assunta in cielo. Viene scelta con una votazione popolare ed è sorretta dal Padreterno, il figurante che sta subito sotto di lei.

Cos’è la scasata?
È la partenza della macchina, annunciata da un colpo di cannone: la Varia percorre di slancio i circa settecento metri del corso Garibaldi, poi torna indietro e si ferma in piazza I Maggio.

Perché la Varia è patrimonio UNESCO?
Nel dicembre 2013 è entrata nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità insieme ai Gigli di Nola, alla Faradda di Sassari e alla Macchina di Santa Rosa di Viterbo, come esempio delle grandi macchine a spalla italiane.

Dove conviene mettersi per vedere la Varia?
Lungo i tratti più larghi del corso Garibaldi o in piazza I Maggio, dove la macchina si ferma alla fine del percorso. Chi vuole la prima fila arriva sul posto nel primo pomeriggio.