Tropea: la rupe, il santuario sull’isola e le spiagge della Costa degli Dei

Tropea si guarda prima dall’alto e poi dal basso. Il paese sta sul bordo di una rupe di arenaria, con i palazzi che finiscono dove finisce la roccia; le spiagge restano sotto, a dieci minuti di scalinata, e in mezzo c’è lo scoglio con il santuario di Santa Maria dell’Isola, che da solo racconta mille anni di storia della Calabria tirrenica.

È il posto più conosciuto della Costa degli Dei e in agosto si sente: vicoli pieni, spiaggia della Rotonda gremita, giri lunghi per trovare parcheggio. Fuori da quelle settimane il borgo torna misurato e resta quello che è sempre stato, un porto, una cattedrale normanna e una campagna che produce la cipolla rossa più dolce d’Italia.

Qui trovi cosa vedere davvero nel centro storico, come si scende al mare, cosa si mangia, cosa si può fare partendo dal porto e come arrivare in auto, in treno o in aereo.

Il centro storico sulla rupe e i belvedere

Tropea è costruita sul bordo di una rupe di arenaria che cade a picco sul Tirreno: il paese sta sopra, le spiagge restano sotto, e questo dislivello spiega quasi tutto il resto. Si cammina fra vicoli stretti, portali scolpiti dei palazzi nobiliari e piazzette che si aprono all’improvviso sul vuoto.

Gli affacci principali sono Largo Galluppi, Largo Migliarese e la piazza del Cannone: da lì si vedono lo scoglio del santuario, il porto e la costa fino a Capo Vaticano, e nelle giornate limpide lo Stromboli con le altre Eolie. Nel cuore del borgo c’è la concattedrale normanna di Maria Santissima di Romania, del XII secolo, costruita in tufo e pietra lavica: dentro si conservano l’icona bizantina della patrona e due bombe rimaste inesplose il 24 luglio 1943, che i tropeani attribuiscono alla sua protezione. Nel 2021 Tropea ha vinto Il Borgo dei Borghi su Rai 3.

Santa Maria dell’Isola e la scalinata sullo scoglio

Lo scoglio di arenaria davanti alla spiaggia era davvero un’isola: il mare lo circondava, e per questo nel Medioevo divenne rifugio di eremiti e di monaci bizantini. Passò ai benedettini intorno all’XI secolo, quando il normanno Roberto il Guiscardo impose il rito latino, ed è ricordato fra i possedimenti di Montecassino sulla porta bronzea dell’abbazia.

La scalinata che si sale oggi risale al 1810 ed è ricavata nel fianco dello scoglio: pochi minuti di gradini, con la vista che si allarga a ogni rampa. In cima ci sono la chiesa, il chiostro e un giardino affacciato sul mare, fra agavi, palme e panchine all’ombra. Il portico venne rifatto dopo il terremoto del 1905, nella ricostruzione del 1908 che spostò il campanile al centro e aggiunse i pinnacoli; il santuario è tornato aperto al culto nel 2014, alla fine di un lungo restauro.

Le spiagge sotto il paese e come si scende

Le spiagge di Tropea stanno ai piedi della rupe e si raggiungono a piedi in dieci o quindici minuti dal centro, scendendo per le scalinate ricavate nella roccia. La più scenografica è la scala dei Carabinieri, che parte da Largo Galluppi e cala per circa trecento gradini verso lo scoglio di San Leonardo e la spiaggia della Rotonda, il tratto più fotografato e anche il più affollato.

Poco più in là ci sono la spiaggia del Convento, sotto l’edificio che le dà il nome, e quella del Cannone, una lingua di sabbia vicino al porto che resta più tranquilla. La sabbia è chiara e sottile, il fondale scende piano per parecchi metri, l’acqua tiene i toni del turchese anche a mezzogiorno e Tropea è Bandiera Blu dal 2020. In salita, a fine giornata, i gradini si fanno sentire: porta con te dell’acqua.

La cipolla rossa IGP e cosa si mangia

La Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP è riconosciuta dal 2008 e non nasce solo a Tropea: la zona di produzione è una striscia di costa tirrenica che va da Nicotera a Campora San Giovanni e tocca le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza. Quello che la distingue non è il colore, è la dolcezza. I terreni sabbiosi e limosi vicino al mare e l’inverno mite, senza sbalzi di temperatura, le fanno accumulare glucosio, fruttosio e saccarosio: risulta molto meno pungente delle altre cipolle e si mangia cruda.

Il disciplinare riconosce tre tipologie: il cipollotto fresco, che si raccoglie da ottobre a marzo, la cipolla da consumo fresco e quella da serbo, che si intreccia e si conserva a lungo. In tavola la trovi cruda nelle insalate, in confettura accanto ai formaggi e nei panini con il pesce; intorno ci sono la ’nduja di Spilinga, la pasta fatta a mano e il pesce spada.

Il porto, le barche e le Eolie

Il porto turistico sta sotto il paese, a pochi minuti dalle scalinate, ed è il punto da cui parte quasi tutto quello che si fa in acqua. I giri brevi lungo la Costa degli Dei durano due o tre ore e costeggiano le falesie fino a Capo Vaticano, dieci chilometri più a sud, con soste bagno nelle calette e nelle grotte che dalla strada non si vedono.

Le uscite verso le Eolie sono un’altra cosa: si parte al mattino e si rientra in serata, con sbarco a Lipari e Vulcano; nelle formule serali ci si avvicina a Stromboli per vedere al buio la Sciara del Fuoco. Chi preferisce muoversi da solo trova gommoni a noleggio. Dal mare la rupe si capisce meglio che da qualunque belvedere: il paese sembra appoggiato sul bordo, e il santuario resta l’unica cosa più bassa dei tetti.

Come arrivare a Tropea e dove parcheggiare

In auto si percorre l’A2 del Mediterraneo e si esce a Pizzo, oppure a Sant’Onofrio–Vibo Valentia: dallo svincolo restano una trentina di chilometri di strade costiere. In treno c’è la stazione di Tropea, sulla vecchia linea tirrenica che corre lungo la costa fra Lamezia Terme e Rosarno: la servono i regionali, d’estate rinforzati dal collegamento stagionale che ferma in tutte le località della Costa degli Dei, e dal piazzale al centro storico si arriva a piedi in un quarto d’ora.

L’aeroporto di riferimento è Lamezia Terme, una sessantina di chilometri, circa un’ora di auto; Reggio Calabria è più lontano, poco più di cento chilometri e un’ora e mezza. In estate il centro storico è zona a traffico limitato: si lascia l’auto nei parcheggi a pagamento del porto e delle strade sotto la rupe, collegati al borgo dalle scalinate.

Cosa vedere nei dintorni

Tropea funziona bene come punto di partenza. Capo Vaticano è a dieci chilometri, con il faro, i belvedere sul granito e le spiagge di Grotticelle e Praia i Focu. Verso nord, a una trentina di chilometri, c’è Pizzo, con il castello aragonese, la chiesa di Piedigrotta scavata nel tufo e il tartufo di gelato che si mangia in piazza. A sud la costa prosegue fino a Nicotera Marina, dove gli arenili si allargano e la gente diminuisce.

Se hai qualche giorno, un itinerario in tre tappe copre la Costa degli Dei senza correre. Più a sud ancora comincia la Costa Viola, un’altra costa affacciata sullo Stretto di Messina, con Scilla, Bagnara e Palmi: terrazze coltivate a vite, pescatori di pesce spada e un paesaggio diverso da questo, che vale il viaggio anche solo per un giorno.

Dove dormire: le case vacanza sulla Costa Viola

Le nostre case non sono a Tropea: stanno sulla Costa Viola, fra Palmi, Scilla e Bagnara, circa un’ora di strada più a sud. È una base che ha senso se cerchi qualcosa di più tranquillo dell’estate tropeana e vuoi comunque vedere la Costa degli Dei: parti al mattino, passi la giornata fra la rupe e le spiagge, e la sera rientri in un posto dove si parcheggia e si cena senza fila.

Dall’altra parte hai lo Stretto di Messina, l’Aspromonte a mezz’ora di tornanti e Reggio con i Bronzi di Riace. Sono appartamenti e bilocali con cucina, pensati per famiglie e soggiorni lunghi: fai la spesa quando vuoi, rientri dal mare senza orari, stendi i costumi sul balcone. Guarda le disponibilità sulle date che ti interessano e mandaci una richiesta diretta.

Domande frequenti su Tropea

Quanto dista Tropea dall’aeroporto di Lamezia Terme?
Una sessantina di chilometri, circa un’ora di auto. In treno si scende a Lamezia Terme Centrale e si prosegue sulla linea costiera fino alla stazione di Tropea.

Come si scende dal centro storico alle spiagge?
A piedi, per una delle scalinate ricavate nella rupe: dieci o quindici minuti. La più panoramica è la scala dei Carabinieri, che da Largo Galluppi porta alla spiaggia della Rotonda.

Si può salire al santuario di Santa Maria dell’Isola?
Sì. Dalla spiaggia parte la scalinata del 1810, che sale alla chiesa, al chiostro e al giardino panoramico in cima allo scoglio.

Dove si parcheggia a Tropea in estate?
Fuori dal centro storico, che d’estate è zona a traffico limitato: i parcheggi a pagamento sono al porto e lungo le strade sotto la rupe, collegate al borgo dalle scalinate.

Perché la cipolla rossa di Tropea è così dolce?
Per i terreni sabbiosi e limosi della fascia costiera e per l’inverno mite senza sbalzi di temperatura: accumula zuccheri semplici e resta poco pungente, tanto da mangiarsi cruda.

Qual è il periodo migliore per andare a Tropea?
Giugno e settembre: il mare è già o ancora caldo, il centro storico si cammina bene e in spiaggia si trova posto. Nelle settimane centrali di agosto il paese è pieno.