Capo Vaticano: il promontorio di granito, le calette e il faro sulla Costa degli Dei
Capo Vaticano è il promontorio di granito che chiude a sud la parte più famosa della Costa degli Dei, nel comune di Ricadi, in provincia di Vibo Valentia. La roccia bianco-grigia arriva a 124 metri sul mare e si apre in una serie di calette dalla sabbia chiara, con il fondale che si legge dall’alto. Sulla punta, a un centinaio di metri di quota, sta il faro costruito intorno al 1870.
Tropea è a una decina di chilometri a nord, ma il carattere è diverso: qui non c’è un centro storico da visitare, c’è una costa da scendere e da risalire, tra scalinate, sentieri stretti e baie che cambiano colore con l’ora del giorno.
Nelle giornate limpide dal belvedere si vedono lo Stretto di Messina, la costa siciliana e l’arco delle Eolie con il cono dello Stromboli. La sera il sole cala esattamente in quella direzione, e questo spiega perché il piazzale del faro si riempie prima del tramonto.
Il promontorio di granito e il faro
Capo Vaticano è un blocco di granito bianco-grigio che entra nel Tirreno e separa il golfo di Sant’Eufemia da quello di Gioia Tauro. La roccia arriva a 124 metri sul mare ed è studiata da tempo per le sue particolarità geologiche: la riconosci ovunque, nelle pareti che scendono verticali sulle baie e nei massi arrotondati sparsi in acqua, che tengono il fondale chiaro anche a qualche metro di profondità.
Sulla punta, a un centinaio di metri di quota, c’è il faro costruito intorno al 1870: un edificio basso a terrazza con la torre cilindrica, una portata di ventiquattro miglia e la gestione del servizio fari della Marina Militare. Verso terra non è schermato, così di notte il fascio gira e illumina anche il promontorio, cosa rara fra i fari della costa.
Il nome viene da lontano. In età greca il capo era il Taurianum Promontorium e ospitava un oracolo consultato dai naviganti prima di affrontare lo Stretto: da vaticinium, la predizione, deriva l’attuale Capo Vaticano.
Le calette: Grotticelle, Santa Maria, Tono e Praia i Focu
Grotticelle è la baia più conosciuta: un chilometro scarso di sabbia chiara diviso in tre tratti da gruppi di scogli, con il fondale sabbioso che digrada piano davanti alla riva e diventa roccioso appena ti avvicini alle pietre. In estate ci sono stabilimenti e noleggio di ombrelloni; il tratto libero più tranquillo si trova a circa trecento metri dal parcheggio, camminando verso gli scogli.
Santa Maria, subito a sud sotto il promontorio di Torre Santa Maria, è fatta di piccole insenature di sabbia bianca finissima, con parti libere e parti attrezzate. Il Tono, verso Joppolo, è più lungo e ventilato, con sabbia mista a ciottoli e ghiaia: funziona bene nei giorni in cui le baie chiuse sono piene.
Praia i Focu sta fra il Tono e Santa Maria, a cinquecento metri dal faro, chiusa dalle pareti su tre lati. Ci si arriva dal mare, in barca o in kayak; a piedi resta un sentiero ripido e stretto. Le rocce la riparano dal vento, e da lì viene il nome: senza brezza, d’estate, la sabbia scotta. Sugli scogli sommersi la maschera serve più del telo.
Il belvedere, le Eolie e lo Stromboli
Il belvedere accanto al faro è il punto in cui si capisce la geografia di questo tratto di costa. Sotto stanno le spiagge di Grotticelle, chiuse a sud dal promontorio di Torre Santa Maria, frequentato dai Greci già dal V secolo a.C.; a destra si stacca lo scoglio del Palombaro, dove la palma nana cresce nella sua forma senza fusto.
Davanti si apre il golfo di Gioia Tauro e, quando l’aria è pulita, si distinguono lo Stretto di Messina, la costa siciliana con l’Etna e l’arco delle Eolie: Stromboli con il suo cono regolare, poi Vulcano, Lipari e Salina come profili sovrapposti sull’acqua.
Il momento migliore è l’ultima ora prima del tramonto, quando il sole scende proprio in direzione delle isole e il granito passa dal grigio all’arancio. Le terrazze sono più d’una, distribuite lungo il ciglio: chi arriva mezz’ora prima parcheggia senza girare a vuoto e sceglie l’affaccio, chi arriva all’ultimo guarda da dietro. Verso nord, sulla linea della costa, si riconosce la rupe di Tropea.
Sentieri sulla scogliera e mare da esplorare
Il promontorio si gira anche a piedi. Il sentiero che collega Grotticelle al faro è corto ma stretto, con passaggi scivolosi su terra e roccia: molti lo usano come accesso alternativo alla spiaggia, evitando la strada. Dal belvedere parte invece la discesa verso Praia i Focu, con pendenza forte e fondo instabile, un percorso per gambe allenate e scarpe chiuse.
Più tranquillo è l’itinerario che da San Nicolò arriva a Grotticelle: sei chilometri, novanta metri di dislivello e meno di due ore di cammino, alla portata anche di chi non fa trekking abitualmente. Conviene percorrerlo la mattina presto o nel tardo pomeriggio, perché l’ombra è poca e la macchia bassa non ripara.
Dal mare la costa si legge ancora meglio. Kayak, canoe e piccole barche entrano dove il sentiero non arriva: pareti di granito che scendono dritte, insenature senza accesso da terra, fondali bassi e trasparenti sopra i massi. Le ore migliori sono quelle del mattino, quando il vento non ha ancora alzato l’onda corta che d’estate si forma quasi ogni pomeriggio.
Ricadi, la cipolla rossa e la sagra di agosto
Capo Vaticano non è un paese: è la punta del territorio di Ricadi, un comune sparso che raccoglie Santa Domenica, San Nicolò, Brivadi, Orsigliadi, Barbalaconi, Ciaramiti e Lampazzone. Le case sono basse, le strade strette, e appena dietro le scogliere comincia subito la campagna.
Qui i terreni sabbiosi sono il cuore produttivo della cipolla rossa di Tropea Calabria IGP: buona parte della coltivazione che porta il nome di Tropea si trova nelle contrade di Ricadi, dove il suolo leggero dà bulbi dolci e poco pungenti. Nei campi dietro Santa Domenica gli orti si alternano agli alberi da frutto, e a fine primavera le trecce di cipolle compaiono davanti alle case lungo la strada.
Il 13 agosto Ricadi dedica alla cipolla la sua sagra, in piazza Marconi: zuppa di cipolle, frittate, confetture e conserve, musica e balli fino ai fuochi finali. È una serata di paese, molto frequentata, e resta il momento in cui il prodotto simbolo di questo tratto di costa si mangia esattamente dove viene coltivato.
Quando andare, come arrivare e dove parcheggiare
La stagione di mare va da giugno a settembre. Luglio e agosto sono i mesi pieni: strade strette percorse da troppe auto, parcheggi esauriti prima di mezzogiorno e spiagge occupate dagli ombrelloni. Giugno e settembre danno la stessa acqua con metà della gente, e a settembre la luce sul granito è la migliore dell’anno.
In auto si arriva dall’autostrada A2 del Mediterraneo: da nord si esce a Pizzo Calabro e si prosegue verso Tropea e Ricadi, da sud si esce a Rosarno, una ventina di chilometri dal capo. Da Tropea sono una decina di chilometri di strada costiera, quindici o venti minuti fuori stagione, molti di più a Ferragosto.
In treno la fermata è Ricadi-Capo Vaticano, sulla vecchia linea tirrenica costiera, dove si fermano tutti i regionali fra Lamezia Terme e Rosarno; la stazione ha preso questo nome nel 2019 e resta comunque a qualche chilometro dal mare, quindi da lì servono un’auto o un taxi. La stazione di Tropea è più servita ed è l’alternativa più comoda. L’aeroporto è Lamezia Terme, circa settanta chilometri, un’ora di strada.
Per il parcheggio: a Grotticelle e a Santa Maria le aree private a pagamento sono vicine alle discese, si paga in contanti e in alta stagione si riempiono già a metà mattina.
Cosa vedere nei dintorni
Tropea è a dieci chilometri: la rupe, il centro storico affacciato sul mare e il santuario di Santa Maria dell’Isola si visitano in mezza giornata, meglio la mattina presto o dopo le sei, quando il caldo molla. Più a nord, Pizzo unisce il castello aragonese, dove nel 1815 fu fucilato Gioacchino Murat, e il tartufo gelato che si mangia ai tavolini della piazza.
Verso sud la costa si abbassa e si apre su Nicotera Marina, con spiagge lunghe e molto meno traffico rispetto al capo: è la scelta giusta nei giorni in cui Grotticelle è piena. Se hai tre giorni, l’itinerario classico della Costa degli Dei mette in fila Pizzo, Tropea, Capo Vaticano e le spiagge minori senza mai richiedere più di mezz’ora di auto per volta.
Continuando verso sud si entra nella Costa Viola, dove la montagna scende sul mare in terrazze di vigne e i paesi si aggrappano alla roccia: Scilla, con il castello sullo scoglio e il borgo di pescatori di Chianalea, è un paesaggio diverso da tutto quello che si vede sulla Costa degli Dei.
Dove dormire: case vacanza sulla Costa Viola come base
Le nostre case vacanza non sono a Capo Vaticano: si trovano più a sud, sulla Costa Viola, fra Palmi, Bagnara Calabra e Scilla. È una base comoda per chi vuole vedere anche questo tratto di costa senza restare fermo in un solo posto: il capo si raggiunge in circa un’ora di auto, il tempo giusto per una giornata di mare andata e ritorno, e la sera si rientra su una costa più tranquilla.
Sono appartamenti e bilocali con cucina, non camere d’albergo: fai colazione con i tuoi orari, tieni il frigo pieno di quello che compri al mercato e rientri tardi dopo il tramonto senza dover avvisare nessuno. Per le famiglie è la soluzione più semplice, con lo spazio per i bagagli da spiaggia, la lavatrice e i letti aggiunti.
Se il periodo che ti interessa è luglio o agosto, muoviti con anticipo: controlla le disponibilità e inviaci una richiesta diretta, ti rispondiamo noi e ti aiutiamo a scegliere la casa giusta per le date e per il numero di persone.
Domande frequenti su Capo Vaticano
Dove si trova Capo Vaticano e a quale comune appartiene?
È la punta del comune di Ricadi, in provincia di Vibo Valentia, sulla Costa degli Dei, una decina di chilometri a sud di Tropea.
Qual è la spiaggia più facile da raggiungere?
Grotticelle: strada asfaltata fino ai parcheggi, discesa breve, stabilimenti e noleggio di ombrelloni in estate. Il tratto libero più tranquillo è a circa trecento metri dal parcheggio, camminando verso gli scogli.
Si può arrivare a Praia i Focu a piedi?
Ci si arriva soprattutto dal mare, in barca o in kayak. A piedi resta un sentiero ripido e stretto che scende dalla scogliera, sconsigliato con bambini piccoli.
Si vedono davvero le Eolie e lo Stromboli?
Sì, nelle giornate limpide dal belvedere del faro si distinguono l’arco delle Eolie con il cono dello Stromboli, lo Stretto di Messina e la costa siciliana con l’Etna.
Quando si svolge la Sagra della Cipolla Rossa di Ricadi?
Il 13 agosto, in piazza Marconi a Ricadi.
Si arriva a Capo Vaticano in treno?
Sì, la stazione è Ricadi-Capo Vaticano, sulla linea tirrenica costiera servita dai regionali fra Lamezia Terme e Rosarno. Dalla stazione alle spiagge servono un’auto o un taxi.