Chianalea di Scilla: il borgo dei pescatori sull’acqua
Chianalea è il nucleo più antico di Scilla: una striscia di case di pescatori costruite a filo dell’acqua, sul lato del promontorio opposto alla spiaggia di Marina Grande. Le facciate poggiano sugli scogli, le barche ormeggiano sotto le finestre e fra un edificio e l’altro corrono vicoli larghi pochi passi che finiscono con qualche gradino dentro il mare.
Da questa forma nasce il soprannome di piccola Venezia, e probabilmente anche il nome del quartiere, che le ipotesi più citate riportano a piano della galea, la barca usata per la caccia al pesce spada, o a canalea, per i passaggi d’acqua fra le case. Il mestiere del mare non è finito con le cartoline: nello Stretto si pesca ancora il pesce spada dalle passerelle, e la stessa materia prima arriva sui tavoli dei ristoranti del borgo.
Qui trovi cosa vedere a Chianalea, cosa si mangia, come si arriva senza sbagliare parcheggio e in che ore il quartiere dà il meglio.
Le case sull’acqua e i vicoli che scendono al mare
Chianalea occupa la striscia di costa a nord del promontorio del castello. Le case dei pescatori sono costruite a filo dell’acqua, appoggiate agli scogli: la porta principale dà sul vicolo, il retro guarda il mare e in molti punti gli scalini finiscono direttamente sotto la superficie. Fra un edificio e l’altro corrono passaggi larghi pochi passi, usati da sempre per portare reti e attrezzi dalla strada alla barca. Sono questi i canali che danno al quartiere il suo aspetto anfibio.
Il fronte non è uniforme: si alternano facciate intonacate, muri in pietra a vista e balconi aggettanti, come quelli sovrapposti su tre livelli di Palazzo Scategna. Si cammina in piano, senza salite, ma la carreggiata è stretta e il traffico è escluso: Chianalea si visita a piedi, in una passeggiata di una ventina di minuti da un capo all’altro.
Perché la chiamano la piccola Venezia
Il soprannome di piccola Venezia accompagna Chianalea da decenni e nasce da un fatto concreto: l’acqua entra fra le case e i vicoli si comportano come canali stretti. Il paragone regge finché resta una descrizione, perché qui non ci sono ponti né gondole, ma un borgo di pescatori che ha continuato a lavorare sul mare.
Anche il toponimo racconta la stessa cosa. Le ipotesi più citate lo fanno derivare da piano della galea, l’imbarcazione usata un tempo per la caccia al pesce spada, oppure da canalea, per i passaggi d’acqua fra gli edifici.
Due chiese si affacciano sulla strada del borgo. Quella dello Spirito Santo risale al 1752 e conserva un coro ligneo e marmi policromi; quella di San Giuseppe, del 1783 e rifatta dopo il 1908, si riconosce dal portale in marmo ed è la chiesa legata alla devozione dei pescatori.
Il Castello Ruffo che domina il borgo
Chianalea finisce dove comincia la rupe del Castello Ruffo. La fortezza occupa il promontorio che separa il quartiere dei pescatori dalla spiaggia di Marina Grande, e da quasi ogni vicolo la vedi comparire sopra i tetti: è l’elemento che chiude tutte le inquadrature verso sud.
Prende il nome dai Ruffo, la famiglia che la tenne per gran parte dell’età moderna trasformandola da presidio militare a residenza signorile. Oggi appartiene al Comune, si visita ed è sede di mostre e incontri; sulla punta più avanzata resta il faro, ancora in funzione sullo Stretto.
La visita vale soprattutto per il punto di vista. Dai camminamenti Chianalea si legge dall’alto, con le barche ormeggiate fra le case, i tetti sfalsati e la costa siciliana sullo sfondo: è da qui che si capisce come il borgo sia cresciuto su una sola linea, schiacciato fra la roccia e il mare.
La pesca del pesce spada, le passerelle e la tavola
La caccia al pesce spada è il mestiere che ha costruito Chianalea, e nello Stretto si pratica ancora con una tecnica che non ha eguali altrove. Le barche si chiamano passerelle: portano un’antenna metallica alta venti-venticinque metri, in cima alla quale sta l’avvistatore, e una passerella di lunghezza simile che sporge dalla prua, all’estremità della quale l’arpionatore colpisce a mano. La stagione va dalla tarda primavera all’estate, quando i pesci risalgono lo Stretto per riprodursi; nei mesi caldi diverse imbarcazioni del porto di Scilla imbarcano anche i visitatori.
Quello che esce dal mare finisce sui tavoli del borgo, dove le sale affacciate sull’acqua sono la regola più che l’eccezione. I piatti ricorrenti sono il pesce spada alla ghiotta, cotto con pomodoro, capperi e olive, gli involtini ripieni di mollica e formaggio, i tranci alla griglia conditi con olio, limone e origano. Nei vicoli si mangia anche il panino col pesce spada, nato qui come cibo di strada.
La sera, la luce e quando venire
Chianalea cambia con le ore. Di giorno riceve i gruppi in escursione, che entrano da un lato ed escono dall’altro nel giro di un’ora; dal tardo pomeriggio il flusso si svuota e il quartiere torna ai residenti, ai tavoli apparecchiati sull’acqua e alla luce bassa che prende in pieno le facciate rivolte a ovest. È il momento in cui conviene esserci: il sole tramonta dietro la costa siciliana e, quando l’aria è limpida, l’Etna compare in fondo allo Stretto.
Luglio e agosto sono i mesi più affollati e più caldi, con i ristoranti pieni e i parcheggi saturi soprattutto nel fine settimana. Maggio, giugno e settembre danno lo stesso mare con molta meno pressione, e sono anche i mesi in cui le passerelle escono a pescare.
Come arrivare e dove lasciare l’auto
In treno è semplice: la stazione di Scilla è sulla linea tirrenica, servita dai regionali fra Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Bagnara, Palmi, Gioia Tauro e Rosarno, e si trova a pochi passi dalla spiaggia di Marina Grande. Da Reggio Calabria Centrale il viaggio dura circa mezz’ora.
In auto si esce dall’A2 allo svincolo di Scilla e si scende in paese lungo la statale 737, che con due gallerie e un lungo viadotto si innesta sulla statale 18 vicino al mare. L’aeroporto di Reggio Calabria è a una trentina di chilometri, quello di Lamezia Terme a poco più di cento.
Dentro Chianalea non si entra: il quartiere è zona a traffico limitato riservata ai residenti autorizzati e la carreggiata è larga quanto un vicolo. Si lascia l’auto fuori, nelle aree di Marina Grande o nei posti a strisce blu del centro, e si prosegue a piedi. Dal lungomare di Marina Grande una galleria pedonale scavata nella roccia porta direttamente all’imbocco del borgo, in piano e in pochi minuti.
Cosa vedere nei dintorni
Chianalea è un quartiere, non una gita di un giorno intero: il resto di Scilla comincia cento metri più in là, con la spiaggia di Marina Grande sotto il castello e il rione alto di San Giorgio.
Verso nord la Costa Viola prosegue con Bagnara Calabra, altro porto di pescatori e patria del torrone, e con le calette di Favazzina, raggiungibili in pochi minuti di treno. Il sentiero del Tracciolino corre a mezza costa sopra il mare, sul tracciato della vecchia strada di crinale, e collega i due versanti con vista continua sullo Stretto. Dal porto partono le escursioni in barca che costeggiano falesie e grotte altrimenti invisibili da terra: è il modo più diretto per vedere Chianalea dal lato dell’acqua, come la vedevano i pescatori rientrando.
A sud, in mezz’ora di auto o di treno, c’è Reggio Calabria, con il lungomare sullo Stretto e i Bronzi di Riace al Museo Archeologico Nazionale.
Dove dormire: case vacanza a Chianalea e sulla Costa Viola
Chianalea è piccola e le case affacciate sull’acqua sono poche: la scelta più pratica è prendere una casa vacanza a Scilla o lungo la Costa Viola e raggiungere il borgo a piedi o in pochi minuti di auto. Il vantaggio è di orario prima ancora che di prezzo: dormendo in zona sei nei vicoli al mattino presto e la sera, quando i visitatori in giornata sono già ripartiti e il quartiere torna com’è davvero.
Una casa ti lascia liberi gli spazi e i tempi: una cucina per preparare il pesce comprato al porto, il terrazzo per la sera, nessun orario di colazione da rispettare. Sulla Costa Viola trovi bilocali per due, giusti per un soggiorno breve, e appartamenti più ampi per famiglie, diversi con vista sullo Stretto.
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Domande frequenti su Chianalea
Perché Chianalea è chiamata la piccola Venezia?
Perché il mare arriva fra le case e i vicoli si comportano come canali stretti che finiscono nell’acqua. È una descrizione dell’impianto del borgo: ponti e gondole non c’entrano.
Si può arrivare in auto a Chianalea?
No. Il quartiere è zona a traffico limitato e i passaggi sono larghi pochi metri. Si parcheggia a Marina Grande o nel centro di Scilla e si entra a piedi, anche attraverso la galleria pedonale che parte dal lungomare.
Quanto tempo serve per visitare Chianalea?
La passeggiata da un capo all’altro dura una ventina di minuti. Aggiungendo le soste agli affacci, la chiesa di San Giuseppe e la salita al Castello Ruffo si arriva comodamente a mezza giornata.
Quando si pesca il pesce spada nello Stretto?
Dalla tarda primavera all’estate, quando i pesci risalgono lo Stretto per riprodursi.
Qual è il momento migliore della giornata per vedere Chianalea?
Il tardo pomeriggio e la sera: i gruppi in giornata sono ripartiti, la luce prende le facciate e i ristoranti apparecchiano sull’acqua.
Quando si festeggia il patrono di Scilla?
San Rocco si celebra intorno al 16 agosto, con più giorni di funzioni e processioni che attraversano anche Chianalea e Marina Grande.
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