Cascate e laghi dell'Aspromonte: la guida al cuore d'acqua del parco
Il Parco Nazionale dell'Aspromonte occupa il cuore montuoso della Calabria meridionale, un massiccio granitico che si alza a pochi chilometri dal mare e trattiene l'acqua delle piogge e delle nevi in una fitta rete di torrenti, le fiumare, che scendono ripide verso lo Ionio e il Tirreno. Dove il terreno lo permette, quest'acqua ha scavato gole, formato cascate e, in due casi molto diversi tra loro, uno artificiale e uno naturale, si è raccolta in un lago.
Questa guida raccoglie le mete d'acqua più interessanti e verificabili del parco: il Lago del Menta, il grande invaso che rifornisce Reggio Calabria, le cascate dell'Amendolea e delle Forgiarelle, tra le più conosciute dell'Aspromonte, e la storia sorprendente del Lago Costantino, nato da una frana nel 1973 e oggi quasi del tutto scomparso. Sono luoghi che spesso richiedono un'escursione vera, non una semplice passeggiata: per ciascuno trovi difficoltà, distanze indicative e periodo consigliato.
Acqua e granito: perché l'Aspromonte ha cascate e laghi
Il massiccio dell'Aspromonte è per lo più roccia granitica e scistosa, poco permeabile: la pioggia e la neve che cadono sui pianori sommitali, tra i 1.200 metri e i quasi 1.955 del Montalto, non si infiltrano in profondità come accade nei rilievi calcarei, ma scorrono in superficie. Il risultato è una fitta rete di torrenti e fiumare che nei tratti più ripidi formano gole, salti e cascate, prima di aprirsi, verso la costa, in letti larghi e ciottolosi quasi sempre asciutti d'estate.
È un paesaggio d'acqua diverso da quello, più addomesticato, delle spiagge a poca distanza in linea d'aria: qui si cammina nel bosco, spesso su sentieri poco frequentati, per raggiungere un salto d'acqua o un invaso. Questa guida segnala le mete più raggiungibili e verificabili - un grande lago artificiale, due cascate tra le più conosciute del parco e la storia di un lago naturale che oggi non c'è quasi più - con indicazioni pratiche su difficoltà, distanze e periodo consigliato.
Il Lago del Menta, la grande riserva d'acqua tra i boschi
Il Lago del Menta, o Diga del Menta, è un invaso artificiale a 1.431 metri di quota, quasi interamente nel territorio del comune di Roccaforte del Greco, con una piccola porzione in quello di Roghudi. Lo sbarramento, in materiali sciolti (rockfill), è lungo 450 metri e alto 90, con una capacità di 19 milioni di metri cubi d'acqua raccolta dal torrente Menta.
L'opera nasce per risolvere il rifornimento idrico di Reggio Calabria: il progetto fu approvato nel 1979, i lavori iniziarono nel 1985 e il corpo diga fu completato nel 2000, ma l'inaugurazione ufficiale è arrivata solo nel 2018. Il progetto originario prevedeva altri due bacini, sui torrenti Amendolea e Aposcipo-Ferraina, collegati da una galleria: furono accantonati per l'opposizione ambientalista, e resta solo l'invaso sul Menta.
Si raggiunge da Gambarie, circa 11 chilometri di strada di montagna, ed è anche il punto di partenza più comune per l'escursione alle vicine cascate dell'Amendolea.
Le Cascate dell'Amendolea, o del Maesano
Poco sotto la diga del Menta, il corso d'acqua che ne raccoglie gli sfioratori forma le Cascate dell'Amendolea, conosciute anche come Cascate del Maesano o, nel dialetto locale, U Schicciu da Spana. Sono tre salti di circa 20 metri ciascuno, che terminano in pozze di acqua limpida e gelida scavate nella roccia: una delle immagini più fotografate dell'intero Parco Nazionale dell'Aspromonte.
Il sentiero ufficiale, classificato escursionistico, è un percorso di andata e ritorno di circa 4 chilometri con un dislivello di circa 300 metri in salita e 330 in discesa, percorribile in mezza giornata; la quota si muove tra circa 1.280 e 1.370 metri. La zona è di riserva integrale, quindi occorre restare sui sentieri segnati e informarsi sulle condizioni di percorribilità prima di partire.
La primavera, in particolare aprile e maggio, è il periodo migliore: con lo scioglimento delle nevi e le piogge stagionali la portata è più abbondante, mentre in piena estate l'acqua può ridursi sensibilmente.
Le Cascate Forgiarelle, nel territorio di Samo
Nel territorio del comune di Samo, all'interno di una zona di riserva integrale del parco, il torrente Ferraina forma le Cascate Forgiarelle: un doppio salto che raggiunge complessivamente circa 70 metri di altezza, a una quota di circa 1.200 metri, in uno dei tratti meno frequentati e più selvaggi dell'Aspromonte.
Il percorso di riferimento parte da Serro Cerasia, nei pressi di San Luca: un anello di circa 17 chilometri, con circa 800 metri di dislivello e un tempo di percorrenza di 6-7 ore soste comprese, su piste forestali, sentieri impervi e piccoli guadi. È un'escursione impegnativa, non adatta a chi non ha esperienza di cammino in montagna; lungo il percorso si trova acqua a metà tragitto e nei pressi dell'ex villaggio Canovai, oggi abbandonato.
Proprio per la difficoltà e per la posizione in area protetta, è consigliabile percorrerla con una guida del parco o comunque informarsi in anticipo sullo stato del sentiero.
Piccoli laghi d'alta quota: Rumia e la storia del Lago Costantino
Non tutte le raccolte d'acqua dell'Aspromonte sono cascate. Il Lago Rumia è un piccolo bacino artificiale nel territorio del comune di San Roberto, a circa 1.300 metri di quota e pochi chilometri da Gambarie: immerso nel bosco, è più una sosta panoramica lungo un'escursione che una meta a sé.
Più sorprendente è la storia del Lago Costantino, nel territorio di San Luca. Nella notte del 4 gennaio 1973 una frana staccatasi dal Monte Antenna smosse circa 20 milioni di metri cubi di roccia, sbarrando il corso della Fiumara del Bonamico con una diga naturale lunga circa 600 metri e alta fino a 130. Si formò così un lago lungo circa 2,4 chilometri, con un perimetro di circa 5 e una profondità massima di 18 metri, chiamato Lago Costantino da un antico monastero nei pressi dedicato a San Costantino, o in precedenza Lago degli Oleandri.
Dal 2008, una serie di alluvioni ha fatto avanzare il delta e riempito il bacino di sedimenti: oggi il lago è quasi del tutto interrato, un vero e proprio 'lago fantasma', ma resta uno dei geositi di rilevanza riconosciuta del Parco Nazionale dell'Aspromonte.
Sentieri, stagionalità e sicurezza
Le mete di questa guida non sono passeggiate accessibili a chiunque: richiedono scarpe da trekking, acqua a sufficienza e, per i percorsi più lunghi come le Forgiarelle, una base di allenamento e meteo stabile. Diversi tratti attraversano zone di riserva integrale (zona A) del parco, dove l'accesso è regolamentato e in alcuni casi è consigliata una guida autorizzata su prenotazione, come già accade per altre mete dell'Aspromonte, ad esempio la vicina Pietra Cappa.
È prudente evitare le fiumare e le gole nei giorni di pioggia intensa o subito dopo: la piena può essere improvvisa. La primavera resta la stagione più indicata per vedere le cascate con la portata massima, mentre l'autunno offre colori piacevoli ma giornate più corte. Chi cerca percorsi più brevi e adatti anche a chi ha meno esperienza può orientarsi sui trekking facili dell'Aspromonte; per un'uscita meno impegnativa, vicino a Reggio Calabria si trova anche il parco avventura Aspropark.
Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per vedere le cascate dell'Aspromonte?
La primavera, in particolare aprile e maggio, quando lo scioglimento delle nevi e le piogge stagionali mantengono le portate abbondanti; in piena estate alcuni corsi si riducono molto.
Le Cascate dell'Amendolea e le Forgiarelle sono adatte a chi non è allenato?
Le Amendolea sono un'escursione di mezza giornata, circa 4 km andata e ritorno con 300 metri di dislivello, alla portata di chi ha un minimo di allenamento; le Forgiarelle, circa 17 km e 800 metri di dislivello in 6-7 ore, sono decisamente più impegnative.
Serve una guida per visitare queste zone?
Non ovunque, ma diversi tratti attraversano zone di riserva integrale del parco con accesso regolamentato, e alcune mete vicine, come la Pietra Cappa, si visitano solo con guide autorizzate su prenotazione: per le Forgiarelle in particolare è consigliabile informarsi prima presso il Parco o una guida ufficiale.
Si può fare il bagno nelle cascate o nei laghi?
Nelle pozze naturali sotto le Cascate dell'Amendolea il bagno estivo è una meta molto frequentata; il Lago del Menta è un invaso idropotabile e non è pensato per la balneazione, mentre il Lago Costantino è oggi quasi del tutto interrato.
Come si raggiunge il Lago del Menta?
Da Gambarie si segue la strada di montagna in direzione di Roccaforte del Greco per circa 11 chilometri: la diga è anche il punto di partenza a piedi più comune per le Cascate dell'Amendolea.