Trepitò e Moleti: i villaggi di quota dell’Aspromonte

Trepitò e Moleti sono due piccoli villaggi di montagna sul versante occidentale dell’Aspromonte, poco sopra i mille metri di quota, nei territori di Molochio e di Ciminà. Non sono paesi nel senso pieno del termine: sono nuclei nati per la villeggiatura estiva, immersi nella faggeta e nei boschi di conifere che ricoprono i pianori tra il versante tirrenico e quello ionico del massiccio.

Trepitò, sul territorio di Molochio, occupa l’area di un ex villaggio dell’ENAL, l’Ente Nazionale Assistenza Lavoratori che nel dopoguerra costruiva colonie montane per le vacanze dei lavoratori; oggi le case sono per lo più abitate solo d’estate. Poco distante, seguendo a piedi la strada provinciale, si raggiunge la Roccia dei due Mari, un punto panoramico da cui nelle giornate limpide si vedono insieme il Tirreno e lo Ionio.

Moleti, frazione di Ciminà a circa 990 metri sul Piano Moleti, si raggiunge proseguendo lungo il crinale o attraverso il bosco da Trepitò: viene descritto come il primo villaggio montano della zona sorto con un vero piano regolatore, e dal suo margine il panorama scende sulla Piana di Gioia Tauro. Chi soggiorna sulla Costa Viola può raggiungere entrambi in meno di un’ora d’auto, per una giornata tra bosco, panorami e la frescura di quota.

Il crinale tra Molochio e Ciminà

Trepitò e Moleti si trovano sulla dorsale che dai boschi sopra Molochio raggiunge il Piano Moleti nel comune di Ciminà, lungo la strada provinciale di cresta che segue il versante occidentale dell’Aspromonte tra Tirreno e Ionio. È una delle zone meno frequentate del parco rispetto a Gambarie o al Montalto, ma condivide con quelle la stessa faggeta d’alta quota e gli stessi ampi orizzonti.

Non ci sono alberghi né servizi organizzati: a Trepitò l’unico punto di ristoro è un ristorante-pensione qualche chilometro prima dell’ex colonia. Per il resto sono boschi, sentieri segnati e case di villeggiatura che si animano tra giugno e settembre, per poi svuotarsi quasi del tutto nei mesi più freddi.

Villaggio Trepitò, l’ex colonia dell’ENAL

Il nucleo di Trepitò nasce come colonia montana dell’ENAL, l’Ente Nazionale Assistenza Lavoratori attivo dal 1945 al 1978, che in tutta Italia costruiva strutture per le vacanze estive dei lavoratori: quella tra i boschi sopra Molochio è uno degli esempi calabresi di questo tipo di villeggiatura popolare del dopoguerra.

Oggi il villaggio è fatto di case sparse tra gli alberi, per lo più utilizzate come seconde case nei mesi estivi. Il punto di riferimento per chi arriva a piedi è la Fontana Pantu, da cui partono i sentieri verso il bosco e verso Moleti: intorno, la faggeta lascia spazio in alcuni tratti a rimboschimenti di conifere, con la quiete e le temperature più fresche tipiche della quota sopra i mille metri, anche nei mesi più caldi.

La Roccia dei due Mari

Da Trepitò, seguendo a piedi il tracciato della provinciale, si raggiunge la Roccia dei due Mari: un punto panoramico non segnalato ma facile da individuare, reso evidente dal passaggio di chi lo raggiunge regolarmente. Nelle giornate serene, con l’aria pulita dopo il passaggio di una perturbazione, dalla roccia si vedono insieme il mar Ionio da un lato e il Tirreno dall’altro, la stessa caratteristica che rende speciale anche il panorama dal Montalto, qualche chilometro più a sud.

È una tappa breve rispetto alle escursioni più lunghe del parco, adatta a chi vuole un assaggio dei panorami dell’Aspromonte senza affrontare un dislivello importante: il resto del tempo, tra andata e ritorno, si può dedicare a una passeggiata nella faggeta o a una sosta a Trepitò.

Moleti e il comune di Ciminà

Proseguendo dal bosco di Trepitò lungo il crinale o attraverso la faggeta, si raggiunge Moleti, frazione montana del comune di Ciminà a circa 990 metri sul Piano Moleti. È descritto come il primo villaggio montano della zona sorto con un vero e proprio piano regolatore, e conserva ancora oggi l’impianto ordinato delle case di villeggiatura costruite a partire dalla seconda metà del Novecento.

Dove la strada asfaltata lascia il posto al sentiero, ai margini del villaggio, si trova una grande statua del Cristo Benedicente. Da qui il panorama scende verso ovest sui paesi della Piana: Molochio, Oppido Mamertina, Taurianova e, più lontano, il porto di Gioia Tauro; nelle giornate più limpide si distinguono anche le Isole Eolie. La nebbia è frequente, soprattutto nelle ore serali, e nei boschi intorno crescono funghi, fragole e ciliegie selvatiche.

Il bosco e i sentieri tra i due villaggi

Il percorso che collega Trepitò a Moleti attraversa una faggeta ricca di abete bianco, una delle formazioni forestali più rappresentative del parco: si parte dalla Fontana Pantu, si attraversa la provinciale in direzione di Naca di Fossi e si raggiunge la Pineta Bruschiato, da cui si apre un ampio panorama verso la Timpa i Lurs. Più avanti il sentiero incrocia la Fiumara Barvi, con la piccola Cascata Galasia.

È un cammino ad anello che in genere richiede circa quattro ore e mezza, con un dislivello contenuto tra i 980 e i 1.050 metri: un’escursione di difficoltà media, alla portata di chi ha già un minimo di allenamento. Nel bosco vivono specie non comuni altrove in Calabria, come il francolino di monte, il picchio nero - il più grande picchio europeo - e la civetta capogrosso, legate proprio a questi boschi di faggio e conifere di alta quota.

Come arrivare

Trepitò e Moleti si raggiungono dall’entroterra della Piana di Gioia Tauro, risalendo verso Molochio e proseguendo sulla strada di cresta che segue il confine tra i comuni di Molochio, Ciminà e Sant’Eufemia d’Aspromonte. La strada è asfaltata ma stretta, con curve continue tra i boschi, e nell’ultimo tratto diventa più impervia avvicinandosi al crinale.

Dalla Costa Viola il tragitto richiede in genere poco meno di un’ora d’auto, passando per Oppido Mamertina o Varapodio prima di iniziare la salita vera e propria: un tempo simile a quello che separa la costa da Gambarie, anche se su strade meno frequentate e con meno indicazioni turistiche lungo il percorso.

Dove dormire: case vacanza sulla Costa Viola

Le nostre case vacanza non sono a Trepitò né a Moleti: si trovano sulla Costa Viola, tra Bagnara Calabra, Scilla e Palmi, a meno di un’ora d’auto lungo le strade che risalgono verso Molochio e Ciminà.

È una combinazione utile se vuoi alternare una giornata di bosco e panorami in quota a un bagno sotto la costa rocciosa di Scilla o a una passeggiata sul lungomare di Palmi, con il profilo dell’Aspromonte alle spalle.

Prenotando con noi hai un punto d’appoggio reale sulla costa, non una struttura di montagna: utile per chi vuole scoprire questi villaggi meno noti dell’Aspromonte senza rinunciare al mare.