Alimentari a Gioia Tauro: la spesa nella Piana, tra olio, agrumi e struncatura
Gioia Tauro è la piazza commerciale della Piana: qui la campagna più fertile della Calabria incontra il primo porto container d’Italia, e fare la spesa significa muoversi tra botteghe di alimentari, negozi di prodotti tipici e il mercato settimanale del lunedì. Il centro storico si chiama Piano delle Fosse, dal nome delle fosse sotterranee in cui si conservavano olio, grano e vino, e resta il punto di partenza più naturale per capire come Gioia Tauro guarda ancora oggi al cibo che si conserva e si compra.
Orientarsi tra le botteghe della città significa soprattutto seguire il calendario della Piana: il mercato del lunedì, i negozi che vendono i prodotti del territorio e le botteghe di alimentari del centro e della Marina, con un’offerta di stagione che cambia dall’olio nuovo alle clementine fino alle verdure d’inverno.
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Il calendario della spesa nella Piana
A Gioia Tauro la spesa segue le stagioni della Piana più che il calendario del turismo. Da ottobre entrano in produzione le olive delle due cultivar storiche del territorio, l’Ottobratica — che matura precocemente, già in autunno — e la Sinopolese, dal paese pedemontano di Sinopoli; entrambe sono tra le varietà autoctone ammesse nel disciplinare dell’Olio di Calabria IGP. Da novembre a gennaio è la volta delle clementine, per cui la Piana di Gioia Tauro è zona di produzione riconosciuta dall’IGP Clementine di Calabria insieme a Rizziconi, Palmi, Rosarno e San Ferdinando.
Nei mesi più freddi, sotto gli agrumeti della Piana, si raccolgono anche i misi misi selvatici, broccoletti che si cucinano soffritti con aglio e peperoncino dopo aver scartato foglie dure e gambi grossi. È un calendario che si legge bene nelle botteghe di alimentari della città, dove l’offerta di stagione cambia insieme ai campi che circondano Gioia Tauro, e che si somma al lunedì del mercato settimanale, l’altro appuntamento fisso della spesa gioiese.
Il mercato del lunedì, tra centro e spostamenti
Il mercato settimanale di Gioia Tauro si tiene ogni lunedì ed è un appuntamento fisso per la spesa in città. La sede storica è viale Don Sturzo, il viale che scende verso il mare; negli ultimi anni la collocazione è cambiata per i lavori sulla pista ciclabile del viale, e il mercato si è spostato dentro il centro cittadino, in viale Stesicoro e nelle aree vicine al Municipio.
Lo spostamento ha portato con sé un problema di parcheggio che non si è ancora risolto del tutto: era stato concordato un nuovo assetto della sosta su via Giovanni XXIII per le ore del mercato, ma l’ordinanza non è mai entrata pienamente in vigore, e ambulanti e clienti hanno segnalato più volte doppie file e traffico rallentato proprio il lunedì mattina. Conviene mettere in conto qualche minuto in più per parcheggiare vicino al centro prima di iniziare il giro delle bancarelle.
La struncatura: come si riconosce in bottega
La struncatura è la pasta storica della Piana di Gioia Tauro, riconosciuta da Slow Food nell’Arca del Gusto. Nasce nel Settecento dai residui della molitura del grano che si raccoglievano dai pavimenti dei mulini, le cosiddette scopature di magazzino; nell’Ottocento le norme igieniche ne vietarono la vendita per il consumo umano, ma in alcune botteghe della Piana continuò a essere venduta sottobanco, quasi fosse merce di contrabbando.
Quella che si trova oggi in bottega è un prodotto artigianale legale e diverso dall’originale: ha la forma di una linguina, si fa con semola integrale di grano duro e segale — qui chiamata jiermanu — è trafilata al bronzo, da cui la superficie ruvida che trattiene bene il condimento, e ha un colore bruno scuro con una leggera acidificazione. La zona di produzione riconosciuta è la Piana di Gioia Tauro e l’Aspromonte reggino, ed è proprio questo il prodotto da chiedere per nome quando si cerca la pasta del territorio.
L’olio della Piana: due cultivar e l’Elaioteca regionale
L’olio della Piana si riconosce da due delle otto cultivar autoctone prevalenti ammesse dal disciplinare dell’Olio di Calabria IGP, che insieme devono coprire almeno il 90%: l’Ottobratica, che matura già in ottobre, e la Sinopolese, dal paese di Sinopoli sulle pendici dell’Aspromonte. Un tratto che distingue il paesaggio della Piana da quello della Costa Viola sono gli uliveti secolari lasciati crescere in altezza senza le potature di contenimento adottate altrove: alberi che a Gioia Tauro e nei comuni vicini possono superare i quindici metri.
A Gioia Tauro, in contrada Bettina, l’ARSAC gestisce un centro sperimentale dedicato a olivo e agrumi che ospita anche l’Elaioteca regionale, istituita per legge nel 2011, con un panel per l’assaggio dell’olio extravergine. Nella Piana lavora anche una cooperativa sociale che produce olio dalle stesse due cultivar su terreni confiscati alla criminalità organizzata in più comuni del territorio: un pezzo del racconto agricolo della Piana che va oltre i confini di un singolo paese.
Piano delle Fosse, Marina e i quartieri dove si fa la spesa
Gioia Tauro non è un paese unico ma un insieme di parti diverse tra loro. Il centro storico, Piano delle Fosse, sorge su uno sperone roccioso e prende il nome, con ogni probabilità, dalle fosse sotterranee in cui un tempo si conservavano olio, grano e vino; durante i restauri del borgo sono emerse anche antiche anfore usate per lo stoccaggio. Sul mare c’è il quartiere Marina, con la sua parrocchia e la sua festa; verso la stazione si è sviluppato il quartiere Santa Maria, mentre a sud, nella zona Mazzagatti, sorge il villaggio di Eranova.
Ognuna di queste parti ha un suo ritmo di negozi e botteghe, dal centro storico alla Marina fino alle vie vicino alla stazione. Il porto di Gioia Tauro, oggi il primo scalo container d’Italia, ha cambiato profondamente questo equilibrio: per costruirlo, a partire dal 1975, furono abbattuti centinaia di migliaia di ulivi che un tempo occupavano quella parte di campagna, e la storia di quella trasformazione — porto, Metauros, la vecchia Eranova — appartiene alla pagina dedicata al comune di Gioia Tauro.
Come arrivarci e il calendario della città
La stazione di Gioia Tauro è sulla ferrovia Tirrenica Meridionale ed è servita da Frecciarossa, Intercity e treni regionali, con collegamenti diretti verso Reggio Calabria, Lamezia Terme, Napoli, Roma e Milano. Accanto sorgeva la stazione a scartamento ridotto delle Ferrovie della Calabria, verso Cinquefrondi e verso Palmi-Sinopoli: il servizio è sospeso dal 2011 ed è sostituito da autobus. I comuni più vicini sono Rizziconi, San Ferdinando e Palmi, tutti a pochi chilometri.
La città cambia ritmo con il calendario delle feste: il 13 agosto è la festa patronale di Sant’Ippolito, mentre la prima settimana di settembre è quella della Marina, con la processione a mare dell’8 settembre in onore di Maria Santissima di Portosalvo. Sempre in agosto, sul lungomare, si tiene la Sagra della Struncatura, organizzata dall’associazione Pro Gioia: un appuntamento del calendario cittadino, non una guida ai ristoranti, che ogni anno riporta al centro il piatto simbolo della Piana.
Domande frequenti
Quando si tiene il mercato di Gioia Tauro e dov’è oggi?
Il mercato settimanale è il lunedì. La sede storica è viale Don Sturzo, verso il mare, ma negli ultimi anni la collocazione è cambiata per i lavori sulla pista ciclabile del viale, e il mercato si tiene ora in viale Stesicoro e nelle aree vicine al Municipio, dentro il centro cittadino. Il parcheggio su via Giovanni XXIII resta un punto critico nelle ore di mercato: meglio mettere in conto qualche minuto in più per trovare posto.
Cos’è il Piano delle Fosse e da dove viene il nome?
È il centro storico di Gioia Tauro, il nucleo medievale su uno sperone roccioso fortificato in epoca spagnola contro le incursioni dal mare. Il nome deriva con ogni probabilità dalle fosse sotterranee in cui si conservavano olio, grano e vino; durante i restauri del borgo sono emerse anche antiche anfore da stoccaggio. Il borgo è segnalato tra i Luoghi del Cuore del FAI.
Cos’è la struncatura e come si riconosce quella vera?
È la pasta storica della Piana di Gioia Tauro, oggi riconosciuta da Slow Food nell’Arca del Gusto. Ha la forma di una linguina scura, si fa con semola integrale di grano duro e segale ed è trafilata al bronzo: la superficie ruvida che ne deriva è il modo più semplice per riconoscerla in bottega. Nasce nel Settecento dagli scarti della molitura del grano, e per un secolo la sua vendita fu vietata dalle norme igieniche ottocentesche: continuò comunque a circolare sottobanco, prima di diventare il prodotto legale che si trova oggi.
Che differenza c’è tra l’olio Ottobratica e quello Sinopolese?
Sono due delle otto cultivar autoctone prevalenti della Piana ammesse dal disciplinare dell’Olio di Calabria IGP, che insieme devono coprire almeno il 90%. L’Ottobratica prende il nome dalla maturazione precoce, già in ottobre; la Sinopolese viene dal paese di Sinopoli, sulle pendici dell’Aspromonte. A Gioia Tauro, in contrada Bettina, l’Elaioteca regionale dell’ARSAC lavora proprio sull’assaggio e la valutazione di questi oli.
Quando è la festa della Marina e cosa succede l’8 settembre?
La festa della Marina si celebra dal 1° all’8 settembre nel quartiere omonimo, in onore di Maria Santissima di Portosalvo, patrona dei marittimi. Il momento centrale è la processione a mare dell’8 settembre, quando la statua viene portata da centinaia di portatori in divisa da marinaio fino al pontile e imbarcata su un peschereccio, accompagnata dalle barche dei pescatori. È una festa distinta da quella patronale di Sant’Ippolito, che si celebra il 13 agosto nel Duomo cittadino.
Da quando si trovano le clementine della Piana nei negozi di Gioia Tauro?
La raccolta delle clementine della Piana di Gioia Tauro va da novembre a gennaio: il territorio comunale rientra nella zona di produzione delle Clementine di Calabria IGP, riconosciuta insieme ai comuni vicini di Rizziconi, Palmi, Rosarno e San Ferdinando. Sono clementine note per la maturazione molto precoce, motivo per cui compaiono nei negozi già a partire dall’autunno.
Verificato il 04/09/2026 · a cura di Francesco De Giorgio