Un calice per Circe 2026 al Castello Ruffo di Scilla: vini calabresi e mito

Castello Ruffo di Scilla · Scilla, Costa Viola, Calabria

15 ottobre 2026 – 31 ottobre 2026

Dal 15 al 31 ottobre 2026 l'area alta del Castello Ruffo di Scilla ospita «Un calice per Circe – Vino, mito e suggestioni», iniziativa del Comune di Scilla con la Pro Loco per richiamare visitatori sulla Costa Viola anche dopo l'estate. In programma degustazioni guidate di vini calabresi autoctoni, assaggi di prodotti agroalimentari locali a filiera corta e racconti dedicati al mito di Circe e Scilla, con lo Stretto di Messina sotto la rocca. Orari, calendario delle singole giornate, costi e prenotazioni non sono ancora stati pubblicati: prima di partire conviene informarsi presso il Comune di Scilla (centralino 0965 754003) o sui canali della Pro Loco.

Cosa prevede «Un calice per Circe»

«Un calice per Circe – Vino, mito e suggestioni» porta il vino dentro il Castello Ruffo, nell'area alta della fortezza che domina lo Stretto. Il programma annunciato ha tre parti: degustazioni guidate dedicate ai vini calabresi autoctoni, con l'obiettivo dichiarato di valorizzare la Costa Viola; assaggi di prodotti agroalimentari locali a filiera corta; racconti e narrazioni sul mito di Circe e Scilla, che proprio in questo tratto di mare ha la sua ambientazione.

L'iniziativa è promossa dal Comune di Scilla in collaborazione con la Pro Loco locale e nasce, secondo la presentazione ufficiale, per la promozione turistica e la destagionalizzazione: allungare la stagione di un paese che d'estate si riempie e in autunno torna tranquillo. I nomi delle cantine coinvolte e le etichette in degustazione non sono stati comunicati.

Date, orari e come informarsi

L'iniziativa è in calendario da giovedì 15 a sabato 31 ottobre 2026. Le fonti pubblicate finora indicano solo questo intervallo: non dicono se le degustazioni si tengano ogni giorno o in date precise, né in quale fascia oraria, quanto costino, quanti posti ci siano e se serva prenotare.

Per queste informazioni conviene chiamare il centralino del Comune di Scilla, 0965 754003, oppure seguire i canali della Pro Loco di Scilla, che ha un sito web e pagine Facebook e Instagram. La scheda ufficiale è pubblicata su URPinRETE, il portale degli uffici relazioni con il pubblico della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Il mito di Circe e Scilla

Il titolo richiama uno dei racconti più legati a questo promontorio. Ovidio, tra il XIII e il XIV libro delle Metamorfosi, narra che il dio marino Glauco si innamorò della ninfa Scilla, che lo respinse. Glauco chiese allora alla maga Circe un filtro d'amore; Circe, innamorata di lui e rifiutata, versò invece una pozione malefica nel tratto di mare dove la ninfa era solita bagnarsi, e Scilla si trasformò in un mostro con sei teste di cane che andò a vivere nella cavità di uno scoglio dello Stretto, vicino alla grotta di Cariddi.

Circe ritorna anche nell'Odissea: nel X libro accoglie i compagni di Ulisse con un banchetto stregato e li trasforma in animali; nel XII consiglia all'eroe di passare più vicino a Scilla che a Cariddi, e Scilla gli divora sei marinai. Il nome stesso del paese, dal greco Skýla, «cagna», rimanda al mostro del mito.

I vini della Costa Viola e le vigne a terrazza

La Costa Viola è il tratto di costa tirrenica a nord di Reggio Calabria, lungo circa 35 chilometri tra lo Stretto di Messina e il basso Tirreno, su cui si affacciano tra gli altri Scilla, Bagnara Calabra e Palmi. È una costa alta, con l'Aspromonte che scende quasi a picco sul mare, e il paesaggio è segnato da terrazzamenti coltivati a vigneto sopra le scogliere. Il nome si lega ai riflessi violacei che mare e montagne prendono al tramonto, una descrizione che la tradizione fa risalire a Platone.

Tra le indicazioni geografiche tipiche dei vini calabresi ci sono anche la «Costa Viola» e la «Scilla»; quest'ultima è riservata ai rossi e ai rosati prodotti nel solo comune di Scilla. Quali vini e quali produttori saranno al castello non è stato reso noto: le degustazioni, secondo la presentazione, riguardano in generale i vini calabresi autoctoni.

Il Castello Ruffo, la rocca sullo Stretto

Il Castello Ruffo sorge sul promontorio che separa le spiagge di Marina Grande e di Chianalea, circa 20 chilometri a nord di Reggio Calabria. La prima fortificazione della rupe risale all'inizio del V secolo a.C., quando Anassila, tiranno di Reggio, la munì per contrastare i pirati etruschi; nel Medioevo vi sorse il monastero basiliano di San Pancrazio e nel 1255 Pietro Ruffo la rafforzò per ordine di Manfredi.

Nel 1543 il castello fu acquistato da Paolo Ruffo e la famiglia ne fece la propria residenza, restaurando il palazzo baronale. Danneggiato dai terremoti del 1783 e del 1908, dal 1913 ospita il faro di Scilla, una piccola torre bianca ancora attiva e gestita dalla Marina Militare. Oggi è un centro culturale, sede di mostre e convegni: all'ingresso, oltre il ponte, il portale in pietra ad arco acuto conserva lo stemma dei Ruffo.

Come arrivare al Castello Ruffo di Scilla

In auto, dall'autostrada A2 del Mediterraneo si esce allo svincolo di Scilla, collegato al paese dalla statale 737; Scilla è attraversata anche dalla statale 18 Tirrena Inferiore. Chi arriva dalla Sicilia sbarca a Villa San Giovanni, pochi chilometri più a sud.

In treno, la stazione di Scilla si trova sulla linea Battipaglia-Reggio Calabria ed è servita dai treni del servizio suburbano di Reggio Calabria e dai regionali tra Reggio e Cosenza. Il castello sta sulla rupe tra Marina Grande e Chianalea; come indirizzo di riferimento si può usare Piazza Matrice. Le fonti non indicano parcheggi dedicati né navette per l'iniziativa: chi arriva in auto, soprattutto la sera, fa bene a informarsi sulla sosta prima di partire, chiedendo al Comune o alla Pro Loco.

Cosa vedere a Scilla: Chianalea, Marina Grande e Piazza San Rocco

Ai piedi del castello, sul versante nord, c'è Chianalea, l'antico borgo marinaro con le case costruite sugli scogli e separate da vicoli che scendono al mare, per questo chiamato «piccola Venezia del Sud»; il nome viene da «piana delle galee». Tra Chianalea e Marina Grande si trova il porto, con le barche da pesca. Marina Grande è la spiaggia del paese, chiusa tra due costoni di roccia, con la chiesa cinquecentesca dello Spirito Santo.

In alto, Piazza San Rocco è una grande terrazza sul centro storico affacciata sullo Stretto: nelle giornate limpide si vedono la Sicilia e alcune isole Eolie. Per mangiare o dormire in paese c'è l'elenco delle attività di Scilla; per altri appuntamenti in provincia, il calendario degli eventi.

Domande frequenti

Quando si svolge «Un calice per Circe» 2026?

Da giovedì 15 a sabato 31 ottobre 2026. Il calendario delle singole giornate e gli orari delle degustazioni non sono ancora stati pubblicati.

Dove si tengono le degustazioni?

Nell'area alta del Castello Ruffo di Scilla, la fortezza sul promontorio tra Marina Grande e Chianalea che domina lo Stretto di Messina.

Quanto costa partecipare?

Il prezzo non è stato comunicato e le fonti non dicono se la partecipazione sia gratuita o a pagamento. Per saperlo conviene chiamare il Comune di Scilla allo 0965 754003.

Bisogna prenotare?

Le modalità di prenotazione non sono state pubblicate. Per informazioni ci si può rivolgere al Comune di Scilla o alla Pro Loco di Scilla, attiva su Facebook e Instagram.

Quali vini si possono assaggiare?

Vini calabresi autoctoni, con un'attenzione particolare alla Costa Viola. Le cantine e le etichette in degustazione non sono state rese note.

Chi organizza l'iniziativa?

Il Comune di Scilla in collaborazione con la Pro Loco locale, per promuovere il turismo anche fuori dalla stagione estiva.

Cosa c'entra Circe con Scilla?

Secondo le Metamorfosi di Ovidio fu Circe, gelosa del dio Glauco, a trasformare la ninfa Scilla nel mostro che abitava uno scoglio dello Stretto. Nell'Odissea è sempre Circe a mettere in guardia Ulisse da Scilla e Cariddi.

Come si arriva a Scilla?

In auto con l'autostrada A2, uscita Scilla, e poi la statale 737; in treno fino alla stazione di Scilla, sulla linea Battipaglia-Reggio Calabria. Non sono indicati parcheggi dedicati.

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